Sabato, 19 Giugno 2021
Economia

Agricoltura: nelle Marche è boom dei “farmer’s market”

Sono 210mila i cittadini marchigiani che nel 2011 hanno fatto la spesa in uno dei 39 mercati degli agricoltori attivati dalla Coldiretti in regione. Cercano risparmio e qualità

Sono 210mila i cittadini marchigiani che nel 2011 hanno fatto la spesa in uno dei 39 mercati degli agricoltori attivati dalla Coldiretti in regione, per un giro d’affari stimato in 2,3 milioni di euro.
E’ quanto emerso dal rapporto “Boom degli acquisti diretti: la ricetta anticrisi degli italiani”, presentato all’Assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna Amica, a Roma, per fare il punto della situazione su un fenomeno che si sta consolidando sempre di più anche nella nostra regione.

Lo dimostra il fatto che il numero di produttori  marchigiani che hanno scelto di vendere  direttamente ai cittadini nei mercati fissi o legati ad eventi è salito nel 2011 a quota trecentoventiquattro, con un aumento del 30 per cento rispetto a dodici mesi prima.
Dei 39 Mercati di Campagna Amica organizzati, quelli fissi sono a: Pesaro, Ascoli Piceno, Fermo, Jesi, Senigallia, Fano, Civitanova Marche, Tolentino, Recanati, Fabriano, Monte Urano e Lucrezia di Cartoceto, mentre quello di Ancona è ormai pronto a partire.
Ma oltre ai farmers market crescono nelle Marche anche le altre esperienze di filiera corta. Le aziende della rete di Campagna Amica che vendono direttamente ai cittadini sono praticamente raddoppiate (da 100 a 180 nello spazio di un anno), mentre alle due Botteghe di Campagna Amica aperte nei mesi scorsi a Jesi e Pesaro se ne stanno per aggiungere molte altre.

I prodotti più acquistati nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica sono verdura, frutta, formaggi, salumi, vino, latte, pane, marmellate, legumi.
Secondo un’indagine effettuata dalla Coldiretti a livello nazionale in collaborazione con Swg, a fare la spesa direttamente dal produttore nei mercati degli agricoltori sono per il 68 per cento donne con una presenza maschile molto più elevata rispetto alla media, il livello di istruzione è medio alto per il 68 per cento degli acquirenti. L’età è inferiore ai 54 anni nel 64 per cento dei casi mentre lo status sociale ed economico è medio alto nell’82 per cento dei casi.

Un risultato che evidenzia come il risparmio sia solo una delle ragioni che spinge all’acquisto e che la scelta è fortemente condizionata dalla ricerca di cibi sani, di informazioni sui prodotti e dal bisogno di essere rassicurati su quello che si mette nel piatto. Estremamente elevato il grado di soddisfazione che è alto per il 77 per cento degli acquirenti. Il giudizio positivo è confermato dal fatto che in ben nove casi su dieci i clienti consigliano questa forma di acquisto ad altri, con il passaparola.
 

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