Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Bilancio servizi sociali: ecco le novità del 2012

Riorganizzazione degli ambiti territoriali e sociali, nuovo Testo Unico dei Servizi Sociali, revisione dell'ISEE e centralità della famiglia sono le direttrici della politica sociale regionale per il 2012

L'assessore ai servizi sociali, Luca Marconi
Grazie alla recente approvazione del Piano socio sanitario e alle scelte di Bilancio adottate dalla Giunta per il 2012, con il nuovo anno arriveranno importanti novità nel settore dei servizi sociali regionali, un settore che nelle sole Marche interessa ben 9924 disabili, 5570 non autosufficienti, 2361 anziani, 7057 minori negli asili nidi, 632 fuori famiglia e 1149 soggetti in difficoltà.

Si comincia con una profonda riorganizzazione degli ambiti territoriali e sociali che dovranno coincidere nel tempo con i nuovi tredici distretti corrispondenti alle vecchie zone Asur. “Questo processo però – spiega l’assessore regionale ai Servizi sociali, Luca Marconi - non sarà né coercitivo né imperativo, ma il frutto di un’attenta condivisione con gli enti locali volta a verificare la migliore organizzazione per l’erogazione di servizi condivisi e forniti in forma unitaria nei vari territori. L’obiettivo è semplice: riuscire con le risorse a disposizione, che non potranno più crescere, a dare servizi al maggior numero di persone evitando soprattutto duplicazioni e diseguaglianze”.
 
In programma nel 2012 anche un nuovo Testo Unico dei Servizi Sociali “grazie al quale – continua Marconi - ripensare il welfare per evitare azioni di smantellamento selvaggio e di aggressione purtroppo già in atto e per assicurare così la necessaria solidarietà ai più deboli in un contesto civile di garanzia e tutela dei diritti fondamentali”.
 
Cuore della politica regionale del sociale sarà la famiglia.  “Questa – afferma l’assessore – in quanto soggetto beneficiario centrale del welfare, viene presa in considerazione anche come soggetto attivo e sussidiario nell’assistenza dei minori, degli anziani e dei disabili. Quindi la famiglia insieme al Terzo Settore, attraverso il cosiddetto privato sociale, viene individuata come il fulcro della domiciliarità dei servizi secondo l’ovvia considerazione che chiunque, finché può, preferisce essere assistito e curato in casa piuttosto che in una struttura. Ciò non significa che la famiglia deve essere lasciata sola in quest’opera ma vuol dire che va continuamente seguita attraverso la presa in carico dei suoi soggetti più deboli e un’organizzazione fondata sull’integrazione dei servizi socio-sanitari (ospedali, ambulatori, assistenza domiciliare integrata)”.
 
Equità e giustizia sociale saranno, inoltre, le direttrici su cui ripensare l’ISEE: “Prendere in maggiore considerazione il patrimonio e il carico dei figli – sostiene Marconi - sarà elemento di equità e giustizia sociale ma anche la direttiva per perseguire l’obiettivo di un reddito minimo vitale che dovrà essere garantito alla famiglia sia attraverso la leva fiscale (più detrazioni), sia attraverso i normali canali di contribuzione e di assistenza (ad esempio assegni familiari o verifica dei benefici già erogati)”.
 
Dal punto di vista finanziario, la Regione Marche rinnova il suo impegno, confermando gli stanziamenti previsti per il 2011 e aumentando addirittura la spesa pubblica, nel caso della disabilità e della non autosufficienza, di circa 113 milioni, ai quali si aggiungeranno altri circa 180 milioni che i Comuni impegneranno in compartecipazione sugli interventi regionali o in proprio, per loro specifiche iniziative. La gran parte del' intervento statale che nel 2012 non raggiungerà  i 9 milioni di euro (sul totale dei 113 milioni del bilancio sociale regionale), è frutto, inoltre, frutto di accantonamenti e residui, cioè prudenziali risparmi operati dall’assessorato ai Servizi Sociali, fa notare Maroni .  “Altra considerazione – precisa l'assessore - riguarda la notevole cifra che viene impegnata con i fondi della sanità per l’integrazione socio-sanitaria a favore di anziani, disabili e dipendenze, per un importo pari a quasi 59 milioni. Infine, ultimo qualificante punto riguarda il modo attraverso il quale i fondi regionali vengono distribuiti: solo 7 milioni in forma diretta per progetti e contributi da parte dell’ente Regione; 61 milioni trasferiti ai Comuni a beneficio di famiglie, disabili, anziani e strutture erogatrici di servizi; 44 milioni alle residenze protette per non autosufficienti finalizzate all’abbattimento delle rette a carico degli assistiti e delle loro famiglie”.

 

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