Economia

Bcc Ancona e Falconara, un istituto in autonomia e risanato

Lo dice il Presidente della Banca di Credito Cooperativo Avvocato Sergio Cugini intervenendo in vista della prossima tornata elettorale della Banca

Nessuna polemica ma chiarezza sì. E’ quella che vuole fare il Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ancona e Falconara Sergio Cugini alla vigilia della prossima assemblea.

“Vogliamo solo essere chiari. Il Consiglio d’Amministrazione della Banca, impegnato a gestire la fusione, grazie anche al contributo del proprio esecutivo e dei dipendenti, ha riportato l’Istituto alla piena autonomia e ad un bilancio nel 2020 chiuso con un utile di 4 milioni e duecentomila. La Banca è stata completamente risanata, realizzando un percorso che è stato pienamente riconosciuto dalla nostra capogruppo Iccrea - continua il Presidente Avvocato Sergio Cugini – Nel frattempo mentre si stavano ottenendo questi risultati è giunto il periodo delle elezioni con la presentazione di due liste, una del Presidente uscente, la mia, e la lista Pierlorenzi con capolista il dottor Franguelli, che presentava tra i propri candidati un soggetto risultante non socio della banca ed un altro soggetto non gradito alla capogruppo per la mancanza di precisi  requisiti. A quel punto il cda ha ritenuto legittimo far valere il regolamento sostenendo la non ammissibilità della lista in questione in ordine ai requisiti prescritti per le candidature. Quest'ultima ha fatto poi ricorso al Tribunale di Ancona che l’ha riammessa. La nostra lista – prosegue l'Avv. Cugini - per il bene della Banca si è dimostrata acquiescente con la decisione, pur non condivisa, del Tribunale; va comunque considerato che nel provvedimento di riammissione, lo stesso Tribunale disponeva che questo Cda avrebbe dovuto segnalare ai suoi soci le criticità emerse, evidenziate dallo stesso Giudice. Ora guardiamo avanti, al di là dell’esito elettorale la banca continui nel percorso virtuoso intrapreso, mantenendo la linea delle scelte di un cda che ha onestamente adempiuto ai propri doveri. Gli obiettivi raggiunti sono sulla carta, scolpiti, nessuno li può negare. Quando la Banca d’Italia ha posto la necessità di una fusione per spirito di dovere e per motivi reputazionali l’abbiamo seguita ottenendo risultati importanti, meritati anche in virtù del lavoro di tutti coloro che hanno collaborato. Sono pertanto qui a ribadire che affrontiamo con serenità l’esisto delle elezioni. Se vinceremo proseguiremo il precorso virtuoso sin qui svolto; se perderemo avremo lasciato un Istituto in autonomia e del tutto risanato. Noi infine siamo sempre vicini al nostro territorio in quanto è un fine ed una peculiarità della Banca; ciò è accaduto, ad esempio, nel caso dello IOM al quale siamo vicini per i 35 anni di attività,  ma siamo anche vicini con iniziative di supporto ai giovani; se ci sarà consentito continueremo in questo percorso”.

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