Indesit: proseguono gli scioperi. Assemblea impiegati a Fabriano: "Con Vittorio Merloni clima diverso"

Nell'assemblea i sindacati territoriali di categoria hanno illustrato i dettagli del piano di riordino del'azienda da 1.425 esuberi: per gli impiegati è previsto un taglio di 150 posti. Bassotti: "Gli impiegati si sentono presi in giro"

C'è stata ieri pomeriggio un'assemblea a Fabriano, a cui hanno partecipato circa il 40% degli impiegati di Indesit Company, nella quale i sindacati territoriali di categoria hanno illustrato i dettagli del piano di riordino del'azienda da 1.425 esuberi.

Per gli impiegati è previsto un taglio di 150 posti. "Sono emerse diverse richieste di chiarimento - sottolinea Vincenzo Gentilucci, Uilm Uil provinciale - che hanno aperto un percorso di dialogo che auspichiamo possa andare avanti, nell'interesse di tutti".

Molti interventi hanno sottolineato "il clima familiare degli uffici al tempo della gestione Vittorio Merloni", storico presidente della multinazionale del bianco, ora malato, un clima "che oggi non c'é più".

Secondo Fabrizio Bassotti, Fiom Cgil, "gli impiegati si sentono traditi e presi in giro, solo pochi mesi fa l'amministratore delegato aveva illustrato di persona i criteri della cassa integrazione e poi hanno scoperto che il piano dell'azienda era un altro. Un altro aspetto emerso é la sensazione che l'azienda si stia spostando sempre più da Fabriano verso Milano".

Intanto continuano gli scioperi a gatto selvaggio negli stabilimenti fabrianesi di Melano e Albacina: dopo la frammentazione tra uomini e donne, tra chi è nato in anni pari e chi in anni dispari, o si alterneranno di mezz'ora in mezz'ora i lavoratori con i numeri di scarpe pari e quelli con numero di scarpe dispari. "la protesta continua, siamo sempre più determinati" dice Andrea Cocco, Fim Cisl.

E' di oggi invece la dichiarazione del responsabile di settore della Uilm Gianluca Ficco, sul tavolo ministeriale annunciato per la Indesit: "Accogliamo con favore l'interessamento attivo del ministro Zanonato, e speriamo che da una parte possa servire a far cambiare idea alla Indesit, dall'altra ad adottare riforme coraggiose che salvaguardino il settore elettrodomestico nel suo complesso". 

(fonte: ANSA)

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