Economia

OGM, approvato piano di contrasto: controlli a tappeto della Forestale

Il Corpo forestale dello Stato eseguirà campionamenti di lotti di sementi di mais e soia, sospetti dal punto di vista commerciale, in quanto privi delle certificazioni OGM Free

Scattano i controlli del Nucleo operativo per la prevenzione e l’intervento in materia di Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) in adempimento alla normativa nazionale e regionale, che prevede uno specifico “Piano complessivo delle attività necessarie per la prevenzione e l’intervento di contrasto in materia di OGM” – per la campagna di semina 2014, al quale il Corpo forestale dello Stato partecipa con tutte le Stazioni territoriali presenti nella Regione Marche.  

La coltivazione  di Organismi Geneticamente Modificati è vietata dalla normativa nazionale, se non autorizzati mediante apposita iscrizione nel “Registro nazionale delle varietà vegetali geneticamente modificate” e coltivati separando accuratamente le filiere, garantendo il principio di coesistenza tra colture biologiche, convenzionali e transgeniche.
In Italia le Regioni hanno la competenza di adottare le misure di coesistenza tra i diversi tipi di colture e tale possibilità non è stata ancora utilizzata da alcuna Regione.
Le Marche, sulla base di coerenti analisi tecniche ed economiche, hanno scelto un approccio favorevole alla salvaguardia delle produzioni tipiche di qualità e biologiche; con la volontà di perseguire, attraverso la divulgazione del marchio QM (Qualità garantita dalle Marche), la salvaguardia dei prodotti di qualità regionali. Il Corpo forestale dello Stato, in qualità di Forza di Polizia specializzata nella tutela delle risorse agro-alimentari e ambientali, è chiamato dalle vigenti normative ad effettuare i controlli, attraverso il campionamento dei lotti di sementi di mais e soia, sospetti dal punto di vista commerciale, in quanto privi delle certificazioni OGM Free.

Importante risulta la collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, al quale vengono conferiti i campioni di sementi per le analisi di prima istanza.
L’azione del Corpo forestale dello Stato è incentrata sulla convinzione che prevenzione e repressione debbano coesistere sinergicamente, per ottimizzare il valore aggiunto del sistema agroalimentare marchigiano, ricco di produzioni agricole tradizionali di elevata qualità, importanti sia dal punto di vista ambientale che economico, in quanto contribuiscono a rappresentare il made in Italy in ambito internazionale.

COLDIRETTI. “Con quasi otto cittadini su dieci contrari alla diffusione di Organismi geneticamente modificati, è positivo il piano predisposto dalla Regione Marche per prevenire l’utilizzo di sementi transgeniche. Gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy. Non a caso, nonostante le proprietà miracolistiche propagandate dalle grandi multinazionali che producono ogm, sono rimasti solo cinque su ventisette i paesi che coltivano Ogm nell’ Unione Europea, con appena 129mila ettari di mais transgenico piantati nel 2012. Una percentuale irrisoria, conclude Coldiretti, della superficie agricola comunitaria.”

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