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Prezzo della pasta troppo alto, nessuno fa peggio di Ancona: c'è il sospetto della speculazione

Il costo continua ad aumentare, producendo rincari tangibili nei supermercati: c'è il sospetto della speculazione, cosa sta succedendo

Il prezzo della pasta non accenna a diminuire, anzi, continua ad aumentare. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy corre così ai ripari e convoca un tavolo per vederci chiaro. Le associazioni dei consumatori denunciano il rischio di speculazione: i prezzi del mercato salgono ancora, con evidenti rincari sugli scaffali dei supermercati per i consumatori. Eppure, i problemi che avevano spinto in alto i prezzi sembravano superati.

Quanto costa la pasta al supermercato: le città che fanno peggio

Il prezzo della pasta arriva fino a 2,44 euro al kg, con rincari medi del 25,3% nelle principali città italiane. Lo denuncia Assoutenti, che definisce ''una vittoria'' la convocazione della commissione di allerta rapida sui prezzi da parte del Mimit. ''Ad aprile abbiamo segnalato al alcune anomalie nell'andamento dei prezzi al dettaglio della pasta in Italia'', spiega il presidente Furio Truzzi. In base al dossier realizzato da Assoutenti, la pasta ha subito, nell'ultimo anno, ''rincari fortissimi che non sembrano giustificati dalle quotazioni del grano''. Ad esempio ad Ancona, città che vanta il prezzo più alto d'Italia, un chilo di pasta costava in media a marzo 2,44 euro (Modena 2,41 euro/kg, Cagliari 2,40 euro/kg, Bologna 2,39 euro/kg, Genova 2,38 euro al kg), e solo in 12 province i listini di spaghetti, rigatoni, penne ecc. risultavano inferiori ai 2 euro al kg.

Quanto costa la pasta adesso e il rischio speculazione

"Attendiamo fatti. Urge una riduzione dei prezzi. Temiamo, viste le denunce ripetute fatte nei secoli, che la moral suasion serva molto a poco, anche se ovviamente speriamo di sbagliarci". Lo afferma il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, commentando la convocazione della commissione al Mimit sul prezzo troppo alto della pasta. "Fino a che la speculazione non sarà definita come una pratica scorretta, si avranno sempre le armi spuntate contro i prezzi troppo alti, salvo vi siano prove di abusi di posizioni dominanti o di intese restrittive della concorrenza'', scrive in una nota il presidente.

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