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Fabriano, Whirlpool-Indesit a rischio chiusura: è stato di agitazione

Sarebbero 1.350 gli esuberi previsti dal piano aziendale che ha scatenato le reazioni dei sindacati e la protesta dei lavori. Tre gli stabilimenti sul territorio nazionale interessati dalle novità: oltre ad Albacina, Tione (To) e Caserta

Chiusura dell'impianto di Caserta, di quello di Albacina di Fabriano e del centro ricerca e sviluppo di None (Torino). Totale 1.350 esuberi. E' quanto prevederebbe il piano aziendale integrativo della Whirlpool con la neo acquisita Indesit per la parte relativa alle fabbriche ed ai centri di ricerca. A rendere nota la notizia é il responsabile elettrodomestici della Uilm nazionale Gianluca Ficco dopo dopo aver incontrato l'azienda al ministero dello Sviluppo economico. «Whirlpool ha dichiarato 1.350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca» ha dichiarato Ficco. Secondo il piano i 600 lavoratori dello stabilimento fabrianese dovrebbero essere trasferiti nella vicina fabbrica di Melano. Scatta così lo stato di agitazione tra i lavoratori degli stabilimenti della Whirlpool-Indesit del Fabrianese. Fabrizio Bassotti, della Fiom ha detto che le assemblee saranno in sciopero per le prossime ore per le prime valutazioni con i lavoratori, che hanno proclamato lo stato di agitazione. Lunedì è previsto un primo incontro a livello nazionale alla presenza dei vertici della multinazionale Usa. Intanto la Uilm ha espresso "il piu' profondo dissenso" sul piano da 1.350 esuberi e lo ha detto lo stesso Ficco. «Abbiamo chiesto a Whirlpool - afferma - di rispettare gli accordi pregressi, compreso quello ereditato dalla Indesit e firmato proprio in sede ministeriale poco piu' di un anno fa, secondo cui tutte le fabbriche hanno una missione produttiva e fino al 2019 nessun lavoratore puo' essere licenziato. Confidiamo che il Governo ci aiuti a far rispettare quell'intesa di cui esso stesso fu parte».

I vertici di Whirlpool hanno presentato questa mattina al Ministero dello Sviluppo Economico il piano industriale che porterà alla completa integrazione con Indesit in Italia. All’incontro, presieduto dal Ministro Federica Guidi, hanno partecipato il Sottosegretario al Ministero del Lavoro Teresa Bellanova e i sindacati. Il piano prevede, tra le altre cose, un investimento di 500 milioni di euro in quattro anni finalizzati alla Ricerca e Sviluppo, al rinnovamento delle piattaforme di prodotto e al miglioramento dei processi produttivi. Il piano prevede anche un incremento dei volumi produttivi e il rientro in Italia di produzioni oggi presenti in stabilimenti esteri. 

Il Governo ha preso atto degli aspetti positivi e certamente importanti sul fronte degli investimenti e dell’incremento dei volumi, ma ha al contempo espresso forte contrarietà per gli aspetti legati agli impatti occupazionali inerenti diversi siti produttivi, alcuni dei quali in aree del Paese già colpite da fenomeni di deindustrializzazione. Il governo quindi ha chiaramente ribadito di considerare questo primo incontro come l’inizio di un confronto che si svilupperà nelle prossime settimane. Il Governo ha da subito chiesto all’azienda di confermare l’impegno a non procedere a licenziamenti unilaterali. Il Governo conferma l’impegno a ricercare con le parti ogni possibile soluzione che consenta di rimuovere gli aspetti negativi del piano a cominciare dalle pesanti ripercussioni sul fronte occupazionale.

La reazione del presidente della Regione Marche:

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