Whirlpool, protestano i colletti bianchi: «Azienda inaffidabile»

Le rsu di Cgil, Cisl e Uil sul piede di guerra: «Si continuano a calpestare gli accordi sottoscritti e i diritti dei lavoratori»

Uffici delocalizzati all’estero, assenza di percorsi di riqualificazione per il personale in esubero, solidarietà usata in maniera arbitraria. La lista delle accuse dei sindacati ai vertici della Wirlpool di Fabriano è lunga. Tanto da tacciare l’azienda come «inaffidabile». «Nell'accordo sottoscritto al Ministero il 25 ottobre è stato confermato e rafforzato il ruolo centrale dell'Italia mentre le azioni recentemente intraprese dall'azienda si muovono nell’esatta direzione opposta: lo dimostra il fatto che si annunciano interi uffici delocalizzati in Polonia, Regno Uniti Russia e alcune attività impiegatizie in India» tuonano Cgil, Cisl e Uil.

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Sono le rsu degli impiegati a essere sul piede di guerra. «La Whirlpool – si legge in una nota - ha totalmente disatteso il precedente piano industriale 2015-2018 e quello attuale nell'applicazione della Job Rotation e percorsi di riqualificazione per favorire la ricollocazione del personale in esubero. La solidarietà viene utilizzata in maniera del tutto arbitraria e non come stabilito dalla legge. Negli uffici vengono accorpate le attività delle persone e determinato l’esubero con nome e cognome, non in base al ruolo. Le persone individuate come esuberi vengono messi in solidarietà piena senza nessuna rotazione ed anche se le altre persone dell’ufficio svolgono lo stesso lavoro o attività simili. Le persone oggetto di impatti riorganizzativi vengono trattate come degli oggetti di cui disfarsi (anche a costi importanti) ed in maniera assolutamente discriminante. Viene calpestato il loro presente e le loro famiglie, oltre al loro rapporto di lavoro. L’azienda continua la distruzione del Polo fabrianese in particolare e dell’Italia più in generale, nonostante gli atti sottoscritti al Mise e le rassicurazioni di puntare sull’Italia con assoluta inaffidabilità».

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