Volontari domiciliari oncologia, la Regione stanzia un fondo integrativo

Un Fondo integrativo per il riconoscimento dei costi aggiuntivi sostenuti dalle organizzazioni del Terzo Settore

Foto di repertorio

La giunta regionale, nell’ambito dell’Emergenza Covid, ha stanziato un Fondo integrativo di 155.340 euro per il riconoscimento dei costi aggiuntivi sostenuti dalle organizzazioni del Terzo Settore - associazioni di volontariato in campo domiciliare oncologico nell’ambito delle reti di cure palliative e di terapia del dolore. Per affrontare in una logica di sistema sanitario integrato l’emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del virus SARS-CoV-2 è infatti  necessario utilizzare appropriatamente tutte le tre macroaree di intervento sanitario - prevenzione, territorio, ospedali - in un’ottica di filiera assistenziale integrata e dedicata. In particolare, in questa fase, va potenziata la leva territoriale in tutte le sue articolazioni. Fondamentale in questo complesso percorso, è l’apporto delle organizzazioni del terzo settore-associazioni di volontariato in campo domiciliare oncologico - dedicate alla presa in carico e all’assistenza di pazienti in situazioni di cronicità e terminalità che, assumendo un ruolo determinante nelle équipe multidisciplinari e multiprofessionali, hanno fornito sostegno relazionale, sensibilizzazione, informazione e orientamento. Il Fondo integrativo sosterrà dunque le associazioni che, durante il periodo dell’emergenza COVID si sono trovate ad affrontare importanti spese aggiuntive, necessarie anche all’approvvigionamento dei dispositivi di prevenzione individuale (DPI) e degli essenziali prodotti per la sanificazione per parecchi mesi con  ingenti perdite economiche non recuperabili con eventuali riduzioni di costi.

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Si stima che il bisogno di cure palliative si aggiri oggi intorno all’1,5% della totalità della popolazione, e che sulla base delle evidenze considerate, questi servizi siano comunque in grado di ridurre i costi per l’assistenza delle persone che si avviano alla fine della vita, attraverso una riduzione del numero e della durata dei ricoveri ripetuti, delle procedure diagnostiche e degli interventi inappropriati.
L’intero ammontare delle risorse è stato destinato all’ ASUR, che dovrà ripartire il Fondo tra le Aree Vaste - secondo le quantificazioni economiche determinabili dalle rendicontazioni presentate dalle organizzazioni convenzionate alle stesse Aree Vaste di riferimento – in modalità proporzionale rispetto ai maggiori costi sostenuti e rendicontati, fino ad esaurimento.
 

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