Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Tara Gandhi in visita alla Sinagoga di Ancona: “Il mio è un pellegrinaggio”

La nipote del Mahatma, accompagnata da Mario Pianesi, è stata accolta dalla Comunità ebraica anconetana per una visita guidata e un momento di condivisione sui valori della pace e del rispetto dell'ambiente

Shalom a tutti. Io mi sento benedetta, questo per me è un pellegrinaggio: dal Vaticano, alla Natura in compagnia di mio fratello Mario, e questa Sinagoga. Quando entro in un tempio, in un qualsiasi luogo di culto, io sento l’energia di tante persone: mi sento nutrita spiritualmente dalla fiducia, dalla preghiera, dalla speranza che questi luoghi conservano e restituiscono. Ed oggi sento i doni di Dio attraverso di voi”. Queste le parole che Tara Gandhi Bhattacharjee, nipote del Mahatma, ha rivolto alla Comunità ebraica di Ancona in occasione della sua visita alla Sinagoga. Accompagnata da Mario Pianesi, Fondatore dell’associazione internazionale UPM Un Punto Macrobiotico e adottato da Tara Gandhi come “fratello spirituale”, è nelle Marche per portare il suo contributo con la relazione ‘Sviluppo sostenibile Pianesiano: un’idea per la pace’ al primo convegno nazionale “Un bosco per la città” organizzato da UPM che si terrà sabato alla Mole Vanvitelliana

A ricevere la signora Gandhi e Mario Pianesi, fra gli altri, il Presidente della Comunità Bruno Coen, il ministro del culto Nahmiel Ahronee, Daniele Tagliacozzo, e in rappresentanza dell’amministrazione il Presidente del Consiglio Comunale Marcello Milani.

foto-3-5Tagliacozzo – ispiratore dell’incontro – ha parlato delle “Coincidenze straordinarie che legano queste persone straordinarie: Mario e Tara sono nati lo stesso giorno – il 24 aprile – a dieci anni di distanza l’uno dell’altro, quasi alle parti opposte del mondo. Da Tolentino, paese d’origine di Mario Pianesi, arrivò la pistola che il 30 gennaio 1948, a Nuova Delhi, uccise il Mahatma. Oggi, invece, siamo qui per ragioni di pace, per aprire piccole “finestre” – Dio, dopo il Diluvio, chiese a Noè di aprire la finestra dell’Arca, che in ebraico ha lo stesso termine usato per “parola” – sulla natura e, appunto, sulla pace, che in ebraico si dice ‘Shalom’”.

Mario Pianesi, dal canto suo, ha ricordato il suo impegno e la vita spesa al servizio della ricerca dell’equilibro nell’alimentazione e nel cuore dell’uomo, “Perché il cibo, quando c’è equilibrio, porta la pace dentro al corpo”.

L’incontro è poi proseguito con un momento di condivisione spirituale, quando il ministro del culto Nahmiel Ahronee, leggendo dal libro del Deuteronomio, nella Torah, ha recitato: “Io darò al vostro paese la pioggia nella stagione giusta: la pioggia d'autunno e di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo grano, il tuo vino e il tuo olio; e farò pure crescere l'erba nei tuoi campi per il tuo bestiame, e tu mangerai e sarai saziato.” “Il Signore” ha spiegato Ahronee “Ha messo l’erba e il bestiame prima dell’uomo, e quindi l’ambiente prima dell’uomo, perché senza ambiente l’uomo non vive. L’importanza fondamentale del rispetto per l’ambiente è sancita, per il popolo ebraico, anche dagli antichissimi “sette precetti di Noè”, in cui viene proibita la crudeltà verso gli animali, anche a costo della vita.”
“Se viviamo nel rispetto dell’ambiente” ha concluso “automaticamente scattano nel nostro cervello i meccanismi del dialogo, della pace e del rispetto reciproco”.

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