Cronaca

Abusa di 4 sorelline, zio orco condannato a 10 anni di carcere. Le attirava in camera: «Andiamo di sopra a giocare»

I fatti si sarebbero consumati nell’abitazione dell’uomo, un muratore di 46 anni che respinge le accuse. La difesa ricorrerà in appello


 

ANCONA – L'inferno si consumava dentro la casa dello zio, dove per un periodo avevano abitato anche loro. Con una scusa l'uomo le avrebbe invitate in camera e lì avrebbe abusato di loro, quattro sorelline, tutte minorenni all'epoca dei fatti. Era stato un pianto a scuola, di una delle quattro, ancora adolescente, a far scoprire una vicenda orribile. L’uomo, un 46enne campano, muratore, oggi è stato condannato a 10 anni di carcere per violenza sessuale aggravata, violenza privata e tentata violenza sessuale. Su una delle sorelle, che all’epoca dei fatti avevano tra i 13 e i 17 anni, il suo scopo non si sarebbe compiuto perché la minore era riuscita a divincolarsi prima. La Procura aveva chiesto per lui 13 anni di condanna. La sentenza è stata letta in tarda mattina dalla giudice Francesca Grassi che presiedeva il collegio penale. La vicenda risale ad un periodo che va dal 2012 al 2015, in un comune dell’entroterra anconetano. Solo nel 2017 però è stata fatta denuncia dalla madre delle ragazzine ai carabinieri. A scuola una delle figlie era scoppiata a piangere e aveva confidato ad una insegnante che c’era un adulto che l’aveva importunata. Informata la famiglia la studentessa, aveva 15 anni, aveva poi raccontato tutto alla madre, rivelando la violenza sessuale commessa su di lei dallo zio acquisito (era il compagno della sorella della madre delle sorelline) quando aveva solo 13 anni.

L’abuso sarebbe avvenuto nel 2015, nella casa dell’uomo, dove lei e le sorelle andavano spesso e si fermavano anche a dormire. L’imputato l’avrebbe attuata con una scusa al piano superiore della casa e poi trascinata sul letto della camera dove chiudendole la bocca con una mano avrebbe abusato di lei. Poi l’avrebbe anche minacciata: «Se racconti qualcosa faccio uccidere la tua famiglia». All’imputato viene contestata per questo anche la violenza privata. Dopo la confessione della prima sorella anche le altre hanno parlato dipingendo uno scenario terribile. Sono cinque gli episodi contestati all’uomo, in un caso una delle sorelle era riuscita a fuggire. Negli altri l’uomo non si sarebbe spinto fino al rapporto completo ma avrebbe allungato solo le mani sulle sorelle per palpeggiarle. In tre si sono costituite parte civile con l’avvocato Monica Bisio e hanno ottenuto un risarcimento danni di 70mila euro. L’imputato, rimasto indagato sempre a piede libero, ha sempre rigettato le accuse. Difeso dall’avvocato Rosanna Rossini ricorrerà in appello. Sulle violenze la difesa ritiene che non ci sarebbero riscontri oggettivi se non la parola delle vittime.
 

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