Cronaca

Palpeggiamenti e baci proibiti alle studentesse, condannato il bidello

La tesi difensiva è sempre stata opposta alla ricostruzione dei carabinieri. Il bidello ha sempre sostenuto di essere, al contrario, lui vittima delle ragazze

Foto di repertorio

Palpeggiamenti, carezze e baci proibiti. Proibiti perché adescava le studentesse, tutte minorenni, all'interno dell'ascensore scolastico. Lui che faceva il bidello per cui, non era solo un adulto che cercava effusioni con minorenni, bensì un uomo a cui le minori erano state “affidate” con funzione di educatore. Per questo l’altro giorno la Corte d’Appello ha confermato la condanna a 2 anni e 4 mesi al bidello (oggi ex bidello) accusato di violenza sessuale. L’indagine nacque nel 2017, quando 3 ragazze decisero di denunciare quelle attenzioni sgradite. Solo di una loro si è costituita parte civile insieme ai suoi genitori tramite l’avvocato Cinzia Molinaro (foto in basso), chiedendo un risarcimento di 40mila euro che dovrà essere discusso in sede civile. Soldi che si andrebbero ad aggiungere ai 14mila euro di provvisionale decisi già con sentenza di primo grado.

La tesi difensiva, sostenuta dall’avvocato Francesco Nucera, è sempre stata opposta alla ricostruzione dei carabinieri dorici. Il bidello ha sempre sostenuto di essere, al contrario, lui vittima di giochi adolescenziali da parte delle ragazze che, per qualche motivo, cercavano sempre il contatto fisico con lui. Ma i giudici, evidentemente, non l’hanno ritenuta credibile. 

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