Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Senigallia

Molestata nei bagni del cinema indica l’aggressore ma lui era altrove. Assolto grazie alle storie su Instagram

Vittima una minorenne che aveva denunciato l’abuso alla polizia, sopraggiunta poi al multisala. Era stato individuato un giovane che è finito a processo per violenza sessuale

SENIGALLIA - C’era la pausa del primo tempo del film e lei, una 17enne, ne aveva approfittato per andare in bagno. Mentre stava uscendo dalla toilette era stata avvicinata da un ragazzo più grande che aveva aperto la porta con violenza mettendole una mano alla bocca per azzittirla. «Stai ferma e non fiatare», le aveva intimato mentre con l’altra mano le palpeggiava il seno. La ragazzina era riuscita a dimenarsi e a tornare nella sala in lacrime. Lì aveva raccontato l’accaduto singhiozzando. Era il 1 aprile del 2023 quando al multisala Giometti è arrivata la polizia che si è messa sulle tracce dell’aggressore basandosi sulla descrizione della vittima. Dopo un’ora, fuori dal multisala Giometti, gli agenti avevano fermato il presunto responsabile, un 24enne, di origine  rumena e residente a Fano. Il giovane è finito a processo per violenza sessuale aggravata. Oggi il giudice Alberto Pallucchini lo ha assolto per non aver commesso il fatto. L’imputato procedeva con il giudizio abbreviato ed era difeso dall’avvocato Corrado Canafoglia. Il pubblico ministero aveva chiesto quattro anni di reclusione. La difesa del 24enne ha prodotto una serie di storie instagram e chat di whatsapp che l’imputato aveva pubblicato e tenuto con altre giovani nello stesso momento in cui il fatto accadeva. La difesa ha sostenuto che l’imputato si trovava altrove nello stesso orario in cui il fatto si consumava. 

Il legale ha sottolineato che nell’immediatezza dei fatti la giovane aveva indicato l’aggressore come alto 1 metro e 80 centimetri, con carnagione olivastra tipo marocchino mentre l’imputato è alto 1 metro e 70, con carnagione bianca e di nazionalità rumena. «È chiaro che il fatto attribuito al mio assistito sia stato commesso da un’altra persona - commenta Canafoglia - dispiace per la vittima che ha subito un reato spregevole, ma oggi il vero colpevole di quel grave reato è libero ed impunito».

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