Cronaca

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l'intervento di Anna Maria Perdon del Soroptimist

Così Anna Maria Perdon, presidente del Soroptimist Club di Ancona, in occasione del 25 Novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

«Che la situazione sia preoccupante è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia la violenza sulle donne non è un fatto nuovo. Le donne sono sempre state la parte debole della società e se oggi sembra si verifichino più episodi è perché se ne parla più diffusamente. Un problema che non può riguardare solo il mondo femminile ma che deve toccare tutti». Così Anna Maria Perdon, presidente del Soroptimist Club di Ancona, in occasione del 25 Novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

«Siamo in un momento di passaggio da una società patriarcale a una società più egualitaria. Serve un cambiamento culturale e una nuova presa di coscienza, un impegno nell'istruzione fin dai più piccoli. Un tempo la donna sposata non aveva autonomia legale né economica. Se le cose non andavano bene con il proprio partner subentrava la rassegnazione di non poter cambiare lo stato di cose. Spesso non aveva appoggio nemmeno nella famiglia d'origine. Oggi, le cose stanno cambiando e con l'ottenimento di maggiori diritti e la possibilità di lavoro. Ed è proprio qui che, spesso, scatta la violenza da parte degli uomini che non accettano l'autonomia delle donne o di essere lasciati. Una questione di possesso e di potere, non di amore. Come Soroptimist ci occupiamo da anni con azioni concrete di avanzamento della condizione femminile. Fra le varie iniziative abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per sostenere la formazione professionale di donne appartenenti a categorie deboli (detenute, vittime di violenza, donne di paesi stranieri, eccetera) per favorirne l'autonomia tramite l'ingresso nel mondo del lavoro. Un problema particolarmente grave in Italia è dovuto al fatto che si dà per scontato che i carichi famigliari - l'accudire un bambino, l'assistere un anziano,  e le faccende di casa – siano compiti esclusivamente femminili. Nei giovani questo comincia a cambiare ma in genere, oggettivamente, la situazione è ancora questa. Manca inoltre il supporto alla famiglia quali nidi a prezzi ragionevoli e questo certamente non favorisce l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro. In questo senso vogliamo, come donne del Soroptimist, farci promotrici di quell'evoluzione culturale e sociale che ci porti, un giorno, a non dover commemorare una giornata come il 25 Novembre, lasciando la violenza sulle donne a una nozione da libro di storia anziché a tema di cronaca e di attualità».

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