Abusata da un parente da quando aveva 14 anni: soldi e droga in cambio del silenzio

Una storia che emerge tra le tante denunce ricevute dall'associazione Donne e Giustizia. Per l'uomo, poi denunciato, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio

Foto di repertorio

La prima volta che ha ricevuto avances sessuali aveva appena 14 anni. Troppo immatura per capire che quel rapporto, nato in ambito famigliare con un uomo con più del doppio della sua età, fosse qualcosa di sbagliato, che le avrebbe rovinato la vita. Ora la ragazza ha 19 anni. Ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia e ha denunciato quegli abusi, rivolgendosi prima all'associazione Donne e Giustizia e poi alla Squadra Mobile di Ancona per raccontare tutto. E' stata proprio l'avvocatessa Myriam Fugaro di "Donne e Giustizia" a raccontare questo caso, in occasione dell'incontro di ieri in Questura organizzato dalle sigle sindacali dal titolo "Non saremo più messe a tacere". Moderate dalla giornalista anconetana Federica Serfilippi, hanno relazionato sul tema violenza di genere la criminologa Margherita Carlini, la criminologa e sessuologa Antonella Ciccarelli e il commissario Tiziana Maccari che ha spiegato come i numeri siano in crescita. (In basso la foto dell'incontro).

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La storia

La relazione, dopo i primi approcci, era andata avanti per un paio di anni tra giochi erotici e petting spinto. A 16 anni, il primo rapporto sessuale completo. Lui dopo le aveva regalato 500 euro. La ragazza ha raccontato di aver iniziato un percorso fatto di sesso e regali: un viaggio, una borsa costosa, soldi contanti. Un rapporto nel quale non mancavano alcol e hashish. Nessuno a casa si era accorta di quel che stava avvenendo nel mondo dell'adolescente. Finché lei non è rimasta incinta. La nascita della bambina le ha fatto capire che il suo vissuto poteva diventare anche quello di sua figlia. Da lì la decisione di raccontare tutto. Ora, aiutata anche da psicologi e assistenti la ragazza sta cercando di voltare pagina. Dopo le indagini della Mobile, la Procura ha contestato la violenza sessuale e chiesto per l'accusato il rinvio a giudizio. Al di là della vicenda giudiziaria, sarà lungo il percorso di recupero della giovane per lasciarsi tutto alle spalle. 

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