Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

«Sono stata violentata da mio cognato». La Procura chiede 10 anni di condanna

Gli abusi sarebbero avvenuti anche nell’ascensore del tribunale. A processo un 55enne che avrebbe approfittato dell’assenza del marito della donna, finito in carcere, per importunarla

ANCONA - Con la scusa di volerla aiutare economicamente, perché il marito era finito in carcere, il cognato avrebbe approfittato di lei arrivando al punto di violentarla. L’abuso sarebbe stato commesso a casa della donna, dove era andato presentandosi con un pretesto. Le attenzioni spinte erano iniziate già mesi prima con battute a sfondo sessuale, fatte quando i due rimanevano soli. Dopo la denuncia, fatta solo qualche mese dopo, l’uomo, 55 anni, di origine rom è finito a processo per violenza sessuale continuata e minacce davanti al collegio penale presieduto dal giudice Carlo Cimini. È difeso dagli avvocati Luca Pellegrini e Matteo Bettin. Oggi la Procura ha chiesto una condanna a 10 anni di reclusione. La sentenza sarà emessa il prossimo 2 ottobre dopo le repliche. La violenza sessuale è stata denunciata a febbraio del 2023, dopo che tra le due famiglie c’era stato anche un sorta di incontro chiarificatore finito però in uno scontro tra sorelle. La vittima, parte civile con l’avvocato Germana Riso, si era confidata con i parenti perché il cognato non la lasciava stare e quando lo aveva avvisato di raccontare tutto lui l’avrebbe intimidita così: «Provaci e dopo vediamo». L’episodio dell’abuso risale al 13 novembre del 2022.

Il marito della vittima era finito in prigione e la donna era rimasta sola con tre figli. Una mattina che la prole era a scuola sarebbe arrivato il cognato che con la scusa di un prestito ha fatto visita alla donna. Una volta in casa l’avrebbe trascinata in camera da letto e lì violentata. Nei mesi prima c’erano stati già diversi approcci. Una volta il cognato si sarebbe presentato nell’hotel dove la vittima lavorava e nel garage della struttura avrebbe tentato di baciarla con la forza. Anche nell’ascensore del tribunale l’uomo avrebbe provato a strapparle un bacio, spingendola contro una parete. E l’avrebbe anche ricattata, presentandosi con un giovane che aveva spacciato per la persona giusta in grado di trovare lavoro al marito. Lui avrebbe messo una parola buona solo se lei si fosse concessa sessualmente. Dopo la denuncia il gip aveva emesso un divieto di avvicinamento all’imputato nei confronti della cognata da cui deve stare lontano 200 metri. L’imputato ha sempre respinto le accuse.

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