Il vino marchigiano si prepara al Vinitaly: export +38% negli ultimi 10 anni

L’ultima vendemmia ha portato dalle Marche oltre 880mila ettolitri di vino

foto di repertorio

Il vino marchigiano si presenta al Vinitaly 2019 come settore in ottima forma. Crescono produzione, valore dell’export, delle produzioni a denominazione di origine e l’appuntamento veronese può diventare occasione buona per contattare nuovi buyer. Sia interni che nelle piazze mondiali. L’ultima vendemmia ha portato dalle Marche oltre 880mila ettolitri di vino. Oltre la metà sono produzioni a denominazione di origine, spiega Coldiretti Marche nel commentare i dati Istat, e generano 82 milioni di euro di valore.

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Bene anche l’export che ha raggiunto un valore di circa 57 milioni di euro, in crescita del 9,5% rispetto all’anno precedente. Un settore, quello enologico delle Marche, che ha fatto passi da gigante all’estero incrementando di oltre il 38% il suo valore negli ultimi 10 anni. Tra i Paesi che più riempiono i loro calici nella cantina marchigiana ci sono, ad esempio, gli Stati Uniti: l’export verso gli States ha superato il muro dei 10 milioni con un incremento, rispetto al 2008, del 65% secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat. Se prendiamo in riferimento le percentuali di crescita, uno dei maggiori mercati che si è aperto è quello rappresentato dalla Cina. L’economia del grande Dragone è cresciuta a doppia cifra nell’ultimo decennio. Pil aumentato che ha significato per i cinesi maggiore benessere e sempre più persone che scelgono uno stile di vita all’occidentale guardando al Made in Italy come uno status irrinunciabile. Oggi il vino esportato in Cina, rispetto a 10 anni fa, si è decuplicato per valore arrivando a superare i 3,6 milioni di euro nel quarto trimestre 2018. Bene anche il Giappone che ha raddoppiato (4,5 milioni di euro, + 51% tra il 2008 e il 2018) e la Russia (1,5 milioni di euro, + 62%). All’interno dell’Unione Europea si brinda in Germania che ha aumentato, tra il 2008 e il 2018, la quota di importazioni enologiche italiane del 30% arrivando a superare i 5,5 milioni di euro. In questo scenario, la parte del leone la fa il Verdicchio, la locomotiva del settore. Ma ottime sono anche le performance degli altri autoctoni in regione come il Pecorino, la Passerina ed anche la Lacrima di Morro d’Alba. Un’edizione 2019 del Vinitaly davvero speciale anche per il Bianchello del Metauro che, proprio quest’anno, festeggia i 50 anni della Denominazione di origine controllata. Un vino che profuma di storia. Ne parla Tacito nel raccontare la Battaglia del Metauro del 207 aC. Secondo lo storico le truppe di Asdrubale furono sconfitte perché inebriate dal troppo bianchello bevuto prima della battaglia. Parliamo di ben 2.226 anni di storia per una Doc che, al pari delle altre, porta alta la bandiera del vino marchigiano.

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