Cronaca

Vigili assenteisti, l'ufficiale arrestato aveva permessi e ferie arretrati

Gli avvocati non solo hanno tentato di smontare la tesi del pm Paolo Gubinelli, per cui il 25 settembre scorso l'imputato era a casa col nipote quando invece sarebbe dovuto essere al lavoro

Aveva annunciato di essere in possesso di una carta per poter dimostrare la sua innocenza e la difesa l’ha giocata ieri. M. M., l’ufficiale fregiato di encomio e considerato il dominus del sistema di favori tutto interno al corpo anconetano poi trasferito al “Verde pubblico” come dirigente, aveva accumulato un monte ferie di 101 giorni e 260 permessi non goduti, il corrispettivo di circa 5 mesi e mezzo di riposo. Per cui parlare di assenteismo, almeno secondo la difesa, sarebbe quanto meno fuori luogo. E’ quanto emerso ieri nell’udienza processuale presieduta dal giudice monocratico Francesca Grassi, che ha ascoltato la difesa sostenuta dagli avvocati Marta Balestra (in foto) e Paolo CampanatiMarta Balestra-4

Gli avvocati non solo hanno tentato di smontare la tesi del pm Paolo Gubinelli, per cui il 25 settembre scorso M. M. era a casa col nipote quando invece sarebbe dovuto essere al lavoro. Hanno anche chiesto al giudice l’acquisizione al fascicolo per il dibattimento di una serie di documenti capaci di dimostrare come non scorresse buon sangue da molto tempo tra l'imputato e il maggiore Marco Caglioti, coordinatore delle indagini della sqaudra p.g. che ha indagato. Tanto da portare l’ufficiale a querelare il maggiore lo scorso gennaio. Querela per la quale il pm Paolo Gubinelli ha richiesto l’archiviazione. Prossima udienza il 5 giugno

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