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Cronaca Sirolo

Smarca il cartellino poi passa le giornate al bar, a processo vigile urbano assenteista

Almeno dieci le assenze dal lavoro immotivate. Il comandante detective lo ha pizzicato grazie alle spycam della città. Lui nega: «Ero in servizio». Il Comune chiede 10mila euro di risarcimento

SIROLO – In un caso sarebbe stato assente cinque ore dopo aver timbrato il cartellino per entrare in servizio, negli altri casi, ameno una decina quelli accertati dai carabinieri, le assenze per fare i fatti propri sarebbero state più breve, tra i 20 e i 40 minuti. Protagonista un vigile urbano di Sirolo che è finito a processo per assenteismo (ha violato il testo unico sul pubblico impiego attestato falsamente la propria presenza in ufficio smarcando il cartellino per poi allontanarsi) e falso in atto pubblico. Si tratta di un 66enne originario di Osimo, che aveva la qualifica di ispettore capo, oggi ormai in pensione. Tra agosto e novembre del 2019 sarebbe andato al bar, in pasticceria, in banca, al tabacchi e perfino a casa invece di stare regolarmente al lavoro. Ad accorgersi per primo delle sue assenze era stato il comandate. Il 28 agosto di quell'anno era capitato in ufficio per caso, fuori dal suo orario di lavoro e parlando con una vigilessa aveva chiesto chi era di turno quel giorno. Tra i nomi risultava anche il 66enne che però nessuno quella mattina aveva ancora visto. Il cartellino risultava smarcato poco prima delle 7. Il comandate, che ieri è stato sentito in tribunale davanti al giudice Corrado Ascoli come testimone dell'accusa, aveva poi controllato le telecamere della città per vedere se trovava traccia del vigile. «Lo avevano ripreso uscire da Sirolo con l'auto – ha raccontato il comandante Ferruccio Pierantoni in aula – poco dopo aver timbrato il cartellino. Sempre le telecamere lo hanno ripreso rientrare a Sirolo poco prima di mezzogiorno».

Dai controlli del sistema di videosorveglianza era emerso che il vigile aveva fatto anche un prelievo bancomat. Verosimilmente sarebbe tornato a casa e poi rientrato al lavoro poco prima di timbrare l'uscita, senza nemmeno mettersi la divisa. Il comandate aveva poi chiesto una relazione di servizio, per vedere cosa aveva fatto in quel turno ma le cose scritte dal vigile urbano, che sosteneva di aver lavorato, non avrebbero trovato riscontro. «Disse che era andato anche all'anagrafe da un collega – ha riferito Pierantoni in aula – ma quel collega quel giorno risultava ricoverato in ospedale». Il comandante fece un esposto in procura che poi delegò i carabinieri di Numana per approfondimenti. Le indagini, condotte dal comandante di allora Alfredo Russo, rilevarono altre assenze dell'imputato, in orario di lavoro, sorpreso in vari bar, in banca e anche al tabacchi. Prossima udienza il 19 giugno per sentire i testi della difesa. Il Comune di Sirolo si è costituito parte civile nel processo, con l'avvocato Fabrizio Naspi, e chiede 10mila euro di risarcimento per danni d'immagine. Il vigile urbano finì sotto consiglio di disciplina ma non fu mai sospeso dal lavoro in attesa del giudizio penale. Il 66enne è però già andato in pensione nel frattempo. Al processo potrà raccontare la sua versione dei fatti.

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