Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Sirolo

Smarca il cartellino poi passa le giornate al bar. Due anni di condanna al vigile urbano assenteista

Sono state una decina le assenze dal lavoro immotivate finite sotto accusa. A pizzicarlo, grazie anche alle spycam della città, era stato il comandante detective. Il dipendente ha sempre negato: «Ero in servizio»

SIROLO – Le assenze dal suo ufficio duravano dai 20 ai 40 minuti e in un caso è stata anche di 5 ore. Almeno una decina quelle accertate e che hanno inguaiato un ex vigile urbano che il tribunale di Ancona ha condannato ieri a due anni per i reati di  falso in atto pubblico e la violazione del testo unico sul pubblico impiego relativa ad aver attestato falsamente la propria presenza in ufficio smarcando il cartellino per poi allontanarsi. Imputato un 66enne osimano che oggi è ormai andato in pensione. All'epoca dei fatti aveva la qualifica di ispettore capo. Tra agosto e novembre del 2019 sarebbe andato al bar, in pasticceria, in banca, al tabacchi e perfino a casa invece di stare regolarmente al lavoro. Ad accorgersi per primo delle sue assenze era stato il comandate. Il 28 agosto di quell'anno era capitato in ufficio per caso, fuori dal suo orario di lavoro e parlando con una vigilessa aveva chiesto chi era di turno quel giorno. Tra i nomi risultava anche il 66enne che però nessuno quella mattina aveva ancora visto. Il cartellino risultava smarcato poco prima delle 7. Il comandate, che nel corso del processo che si è tenuto davanti al giudice Corrado Ascoli, aveva poi controllato le telecamere della città per vedere se trovava traccia del vigile. Ebbene le spycam lo avevano ripreso uscire da Sirolo con l'auto, poco dopo aver timbrato il cartellino. Sempre le telecamere lo avevano ripreso rientrare a Sirolo poco prima di mezzogiorno. 

Dai controlli del sistema di videosorveglianza era emerso che il vigile aveva fatto anche un prelievo bancomat. Verosimilmente sarebbe tornato a casa e poi rientrato al lavoro poco prima di timbrare l'uscita, senza nemmeno mettersi la divisa. Il comandate aveva poi chiesto una relazione di servizio, per vedere cosa aveva fatto in quel turno ma le cose scritte dal vigile urbano, che sosteneva di aver lavorato, non avrebbero trovato riscontro. Riferì che era andato anche all'anagrafe da un collega ma quel collega, quel giorno, risultava ricoverato in ospedale. Il comandante fece un esposto in procura che poi delegò i carabinieri di Numana per approfondimenti. Le indagini, condotte dal comandante di allora Alfredo Russo, rilevarono altre assenze dell'imputato, in orario di lavoro, sorpreso in vari bar, in banca e anche al tabacchi. Il Comune di Sirolo era parte civile nel processo, con l'avvocato Fabrizio Naspi, e chiedeva 10mila euro di risarcimento per danni d'immagine. Gli andrà una provvisionale di 2mila euro e il resto sarà da definire in sede civile. L'imputato in udienza non è mai venuto ma ha sempre respinto le accuse sostenendo che lavorava.

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