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Il vigile che non può più pattugliare ha diritto comunque all'indennità: Comune condannato

Il giudice del lavoro ha riconosciuto le ragioni di un agente falconarese spostato negli uffici a seguito di problemi fisici al quale l'Ente aveva ricalcolato al ribasso il compenso

All'agente della Polizia Municipale spostato in altro ufficio all'interno del Comune va comunque riconosciuto il stipendio comprensivo dell'indennità di vigilanza esterna. Lo ha deciso il Tribunale del Lavoro di Ancona che ha dato ragione a un vigile e torno al Comune di Falconara che, invece, aveva ridotto il compenso del lavoratore. La vicenda risale al 2015 quando uno dei vigili, divenuto inidoneo al servizio esterno per problemi fisici, era stato destinato al lavoro impiegatizio. Il Comune, come prima cosa, gli aveva tolto l'indennità annua di 1,110,84 euro di "servizio di vigilanza esterna". Il lavoratore, assistito dal legale dell'Ugl, l'avvocato Gianni Vitali, ha fatto opposizione. Il giudice De Sabbata gli ha dato ragione.

Secondo il giudice il Comune avrebbe dovuto trovare per il dipendente una mansione equivalente o minore ma "garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza». Il Comune dovrà corrispondere ora al lavoratore tutti gli arretrati a partire da maggio 2015 oltre alle spese giudiziarie. Sempre che non decida di ricorrere in appello. «"Per l'Ugl, la difesa dei diritti dei lavoratori, la tutela della loro dignità e la loro sicurezza sono e saranno il credo quotidiano senza se e senza ma» ha commentato Vincenzo Marino, segretario regionale Ugl Autonomie Locali. 
 

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