Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Senigallia

Accusato di aver investito un multato, ma non era vero: anni di calvario per un vigile

I fatti risalgono al 2008 quando il vigile aveva strappato la multa per un senigalliese mentre questo stava passeggiando sulla spiaggia con il suo cane

Fu denunciato per aver investito un uomo. Finì sotto accusa un vigile urbano di Senigallia. Poi assolto. Così scattò la controquerela nei confronti del denunciante, dando il là ad un processo per calunnia finito in prescrizione. Alla fine oggi si è chiuso il cerchio di questa vicenda con il patteggiamento della pena ad 1 anno e 10 mesi di chi, al processo per l’investimento, aveva testimoniato il falso contro il vigile urbano. Una sentenza che restituisce dignità a Luciano Principi, agente scelto della polizia locale senigalliese, ma ci sono voluti 10 anni, spese legali e decine di udienze tra giudice di pace e tribunale ordinario. «Dopo tutto questo tempo sono molto deluso sia perché ci sono voluti tutti quesi anni per fare chiarezza, ma anche perché non si è arrivati ad una sentenza nel processo contro mi aveva calunniato, penso che la nostra tutela sia al limite se non Domenico Liso-2addirittura nulla» ha raccontato con amarezza il vigile urbano, rappresentato dall’avvocato Domenico Liso (foto a sinistra). 

I fatti e la prescrizione

I fatti risalgono al 2008 quando il vigile aveva staccato una multa ad un senigalliese mentre questo stava passeggiando sulla spiaggia con il suo cane. Il vigile avrebbe seguito l’uomo fino alla macchina per vedere i documenti per poi andarsene. Dopo pochi giorni è arrivata la denuncia, inaspettata per usare un eufemismo. Secondo l’uomo a cui era stata fatta la multa, Principi, andandosene, lo avrebbe deliberatamente investito con l’auto di servizio mentre risistemava i documenti, lasciandolo a terra. Dopo la querela, le indagini, poi il rinvio a giudizio con l’accusa di lesioni colpose. 5 anni davanti al giudice di pace che alla fine lo ha assolto. Anni per cui Principi ha poi chiesto conto all’uomo che lo aveva calunniato. Ne è nato un secondo processo davanti al giudice monocratico del tribunale di Ancona. Troppi rinvii. Troppo tempo trascorso per arrivare ad una sentenza che risistemasse i tasselli di una verità che Principi ha sempre sostenuto fosse dalla sua parte. Ma non c’è mai stato un giudice che potesse stabilirlo con nettezza perché la causa per calunnia è caduta in prescrizione. Oggi si è scritto l’ultimo capitolo di questa vicenda con il patteggiamento del 29enne di Senigallia che, secondo le accuse, avrebbe testimoniato il falso prima dal giudice di pace e poi in tribunale. Oggi il 29enne testimone, difeso dall’avvocato Umberto Bianchelli, ha patteggiato la pena pur dichiarandosi innocente e rimarcando di aver visto Principi investire quell’uomo nel 2008. 

L'amarezza del vigile

«Non ho mai fatto una cosa del genere - ha rimarcato il vigile urbano difeso dall’avvocato Liso - E ancora oggi sono amareggiato per aver aspettato così tanto tempo per avere la conferma da parte della giustizia di essere stato accusato di una cosa pesantissima da una persona falsa. Alla fine nessuno mi ha mai risarcito perché chi doveva farlo se l’è cavata con la prescrizione e nessuno potrà restituirmi i soldi spesi per difendermi e il tempo tolto alla mia famiglia e al lavoro». 

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