«Ho parlato con il killer pochi minuti prima che uccidesse, cercava una ragazza»

Il pensionato era in garage con un amico quando ha visto Mattia sbirciare dentro un'auto. Cercava una ragazza ma nessuno l'aveva mai vista da quelle parti

Il signor Franco Zampa

«L’avete vista? Avete visto una ragazza?». Franco Zampa, pensionato di 84 anni, ha incrociato il killer di Michele Martedì pochi minuti prima dell'efferato omicidio in via Maggini. Una domanda dal tono inquietante rivolta al pensionato che non lo ha lasciato indifferente. A mezzogiorno il delirio di Mattia Rossetti aveva iniziato la sua folle corsa, che si è rivelata poi in tutta la sua violenza venti minuti dopo, con le nove coltellate inferte senza pietà al suo ex compagno di scuola. 

«Ero in garage con un mio amico - spiega il pensionato - e stavamo parlando del più e del meno quando abbiamo notato una persona che guardava all'interno di un'auto. Sembrava un tipo particolare. Così gli abbiamo chiesto se aveva bisogno di qualcosa. Era Mattia e ci ha domandato della ragazza. Ma noi gli abbiamo risposto in maniera scherzosa che non c'era nessuno e che se avessimo visto una bella ragazza ce ne saremmo accorti di certo. Ma lui niente, né un sorriso né un cenno da quei suoi occhi strani. Ha voltato le spalle e se n'è andato via».  L'immagine femminile torna quindi a riproporsi, come in una paranoia senza fine che nei giorni precedenti aveva dimostrato di avere attravererso le sue storie choc su Facebook. «Pochi minuti dopo ho sentito delle urla - prosegue il pensionato - non capivo cosa stesse succedendo. Così sono uscito dal garage e ho visto Michele a terra. Un uomo con il cane che aveva visto tutto mi ha indicato il corpo del ragazzo. Essendo un volontario della Croce Gialla da trent'anni mi sono avvicinato e ho sentito se c'era il polso. Due minuti dopo il cuore di Michele aveva smesso di battere». Attimi concitati, un susseguirsi di eventi veloci come dei flash:  «Nel frattempo - prosegue Franco - diverse persone erano uscite in strada e avevano già allertato le forze dell'ordine». Mattia nel frattempo però era fuggito verso Villa Igea con il coltello insanguinato. «Così - conclude l'uomo - quando sono arrivate le auto dei Carabinieri io e il mio amico abbiamo indicato la direzione in cui era fuggito quel pazzo. Io sono rimasto lì con il povero ragazzo ormai senza vita. Mi piange il cuore perché lo conoscevo di vista. Molti ragazzi del loro gruppetto venivano da me per farsi aggiustare le biciclette e penso di avere ancora una sua ruota di scorta nel mio garage».  

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