Ogni ricovero ha un costo, vertice in Regione per i risultati della sperimentazione

Si tratta di una sperimentazione dei costi standard condotta dagli Ospedali Riuniti di Ancona in collaborazione con Roche: l'auspicio di una contaminazione di buone pratiche.

L'incontro

Può l'applicazione dei costi standard incidere significativamente sulla sostenibilità e qualità del servizio sanitario regionale? La risposta è positiva e di questo hanno discusso tutti i Direttori Generali delle strutture sanitarie marchigiane insieme al vertice tecnico (Lucia Di Furia, direttore del Servizio salute della Regione e Francesco Di Stanislao, Direttore Generale dell’Agenzia Regionale di Sanità pubblica) e politico della sanità regionale rappresentato dal Presidente della Commissione Sanità Fabrizio Volpini, nel corso di un incontro a porte chiuse, organizzato dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria – Sics. Al centro della discussione i risultati della sperimentazione condotta dagli Ospedali Riuniti di Ancona, supportata da Roche, che aveva l’obiettivo di analizzare nel dettaglio costi ed esiti di ciascuna prestazione assistenziale e processo decisionale per confrontarli con i migliori standard nazionali e, nel caso, operare le possibili correzioni. Un’esperienza proficua di Partnership Pubblico Privato in cui la azienda farmaceutica ha contribuito direttamente alla comune ricerca, con ottimi risultati, della miglior sostenibilità e qualità delle prestazioni erogate.

«La partecipazione della nostra Azienda al progetto - ha sottolineato il Direttore Generale dei Riuniti di Ancona Michele Caporossi a margine dell’incontro - ha permesso di raggiungere due indubbi vantaggi: il primo è di poter disporre della definizione di un costo di produzione aziendale per ciascun episodio di ricovero, articolato per disciplina e per DRG fino ad arrivare ad indagare anche le singole diagnosi e procedure mediche e chirurgiche erogate; il secondo è di poter confrontare tale costo effettivo di produzione, per il medesimo episodio di ricovero, con lo standard definito nell’ambito del network NISan (Network Italiano Sanitario per la condivisione dei costi standard). Il benchmarking, ossia il confronto con le migliori performance registrate nell’ambito del Network, è il valore aggiunto di questo lavoro». «La legge di stabilità ed i relativi “Piani di rientro” che hanno interessato molte regioni - ha spiegato dal canto suo Alberto Pasdera, Coordinatore scientifico del NIsan - hanno messo in luce l’esigenza di monitorare adeguatamente il rapporto tra le tariffe delle prestazioni e i loro costi e soprattutto le modalità per migliorare i valori di tale indicatore. Da qui l’esigenza di individuare dove e come poter ridurre i costi senza nuocere alla qualità clinica delle prestazioni. Infatti non basta più spendere meno se poi si produce meno, ma bisogna spendere meglio al fine conseguire livelli di produzione, e dunque di tariffato, adeguati».

Come? Clinical Costing e Activity-based Funding rappresentano gli strumenti che permettono di individuare come e dove andare a migliorare miglioramento l'efficienza dei servizi offerti.  Il Clinical Costing permette di conoscere i costi delle proprie prestazioni e dei modelli gestionali e organizzativi. L’Activity-based Funding (ABF) permette di conoscere tramite il confronto di benchmarking tra costi standard e costi (desunti dal Clinical Costing) come allocare le risorse nel miglior modo possibile. «Siamo fortemente interessati - ha quindi sottolineato Fabrizio Volpini, Presidente della Commissione Sanità della Regione Marche - a questo nuovo approccio nella costruzione dei budget per l’efficientamento delle organizzazioni. Una sperimentazione, quella su cui ci siamo confrontati, che ha dato ottimi risultati portando certamente del valore aggiunto per un migliore utilizzo delle risorse pubbliche innalzando l’efficienza del sistema di governance aziendale».

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I risultati della sperimentazione sono stati accolti positivamente dai manager regionali. Alberto Genga (DG Inrca di Ancona), Alessandro Marini (DG Asur Marche) e Antonio Draisci (Direttore Amministrativo Ospedali Riuniti Marche Nord) hanno infatti espresso estremo interesse all’ipotesi di estensione della sperimentazione che peraltro sta già interessando alcune aree vaste dell’Asur.

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