Cronaca

Vertenza Indesit: domani assemblee sulla mobilità a Melano e Albacina

L'Ad Milani: "Scenario del mercato difficile, valutiamo se unirci ad altri". Fabrizio Bassotti, Fiom: "L'azienda ha gestito la fase finale della trattativa in modo irresponsabile: ci chiediamo se sia ancora italiana"

Marco Milani

I delegati nazionali della Fiom Cgil Alessandro Pagano, della Fim Cisl Anna Trovò e della Uilm Gianluca Ficco incontreranno domani i lavoratori Indesit degli stabilimenti fabrianesi di Melano e Albacina, per fare il punto sul passaggio drammatico che ieri ha visto azienda e sindacati rompere le trattative sul piano di ristrutturazione del gruppo elettrodomestico. Una mossa seguita dall'annuncio del ricorso alla mobilità per 1.400 lavoratori da parte di Indesit.

A Melano le assemblee sono in programma alle 9:30 e 10:30; ad Albacina alle 11 e alle 12, mentre le assemblee degli impiegati si terranno alle 14 e alle 15 nella sede centrale della multinazionale. Sempre domani si riunisce il Cda del gruppo elettrodomestico, mentre in Tribunale ad Ancona è prevista l'udienza per la nomina di un tutore di Vittorio Merloni, da tempo molto malato. La Fineldo, la finanziaria della famiglia del fondatore ed ex presidente di Indesit, controlla la quota di maggioranza della Indesit, e nei giorni scorsi aveva dato mandato a Goldman Sachs di esplorare le opportunità di un'alleanza strategica.

Una valutazione ancora allo stato embrionale, ha sottolineato ieri l'Ad e presidente di Indesit Company Marco Milani. “Indesit - ha osservato - è solidissima e sicuramente sta in piedi sulle sue gambe, ma dico anche che lo scenario del mercato è diventato più difficile e forse bisogna cominciare a pensare a vedere se mettendoci insieme a qualcheduno si può diventare più forti”.
“L'azienda - controbatte Fabrizio Bassotti della Fiom - ha gestito la fase finale della trattativa con i sindacati in modo irresponsabile. Per questo ci chiediamo se sia ancora italiana, o se si comporti così perché di fatto è già di proprietà di qualche altro gruppo”.

Lo strappo sul piano di riorganizzazione si è consumato quando la Fiom ha chiesto di poter sottoporre le ultime proposte di rimodulazione del piano alla valutazione dei lavoratori nelle fabbriche. Fino a poche ore prima si profilava un'intesa separata con Fim e Uilm, e la Fiom fuori. Un copione che potrebbe riproporsi nelle prossime settimane.

(ANSA)

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