Cronaca

No al 5G, mozione dei Verdi in consiglio: «Il sindaco sospenda le installazioni»

Battaglia contro le nuove tecnologie a tutela della salute dei cittadini: «Invochiamo il principio scientifico di precauzione, le onde possono essere pericolose»

Foto di repertorio

«Si sospendano le richieste di installazione, anche in via sperimentale, della tecnologia 5G nel territorio comunale, in attesa di evidenze scientifiche di non pericolosità».

E’ la richiesta dei Verdi al sindaco, attraverso una mozione in Consiglio comunale, coerente con il monito dell’Unione Europea che invoca il principio di precauzione: «La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali». L’attenzione verso i possibili impatti sulla salute umana del 5G, acronimo di “quinta generazione”, nuova frontiera di ipercomunicazione telefonica mobile, è al centro del dibattito sia del mondo scientifico che dell’opinione pubblica, da quando il Mise ha pubblicato nel 2018 gli esiti della gara per l’assegnazione delle frequenze. Ciò darà luogo a nuovi scenari di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, poiché la frequenza delle onde elettromagnetiche impiegate è più elevata rispetto a quella delle precedenti, ma richiede una elevatissima quantità di micro antenne - si parla di migliaia, che agiscono da ripetitori - che verranno posizionate ovunque. 

D’altra parte, il fatto che le onde non raggiungano gli organi interni non significa di per sé che non possano essere pericolose. Si pensi, infatti alla radiazione ultravioletta, quale quella emessa dal sole, anch’essa completamente assorbita dalla pelle, che aumenta il rischio di tumori cutanei nei soggetti più esposti e per questo è stata classificata dalla Iarc, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, come “cancerogena per gli esseri umani”. «Abbiamo allora presentato una mozione che - spiegano i Verdi - rivendicando l’applicazione del principio scientifico di precauzione, impegna il sindaco (in qualità di autorità sanitaria locale ed ufficiale del Governo su cui incombe l’onere di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana) e la Giunta ad astenersi dall’autorizzare e dare esecuzione a progetti di installazione di questa tecnologia su tutto il territorio del Comune di Ancona, fino a quando l’Istituto Superiore della Sanità, l’Inail e l’Arpam non si saranno espressi sulla sicurezza delle esposizioni elettromagnetiche e sull’assenza dei rischi per la salute umana. Esaminando infatti lo stato delle conoscenze scientifiche fornito dall’Istituto Superiore di Sanità, gli effetti del 5G non sono ancora accertati, nonostante i numerosi studi scientifici condotti al riguardo. Per questo motivo, i medici di Isde (International Society of Doctor for the Environment) Italia, hanno chiesto al Governo Conte “un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari e una moratoria per l’esecuzione delle sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale sino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario”, ovvero del Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute, Ispra ed Arpa. Anche il Consiglio regionale ha approvato a febbraio, con 13 voti a favore ed 1 astenuto, la mozione a iniziativa consigliere dei Verdi Sandro Bisonni, che chiede all’Arpam, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, di acquisire le indicazioni delle autorità sanitarie competenti in materia, relativamente ai possibili rischi per la salute della popolazione esposta, prima di rilasciare pareri sulle istallazioni con la stessa tecnologia di nuova generazione». 

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