Cronaca Centro storico / Piazzale del Duomo, 7

"La vera Croce ritrovata", un itinerario per scoprire San Ciriaco

Dal 22 febbraio fino al 26 maggio, al museo diocesano di Ancona, sarà possibile visitare il nuovo itinerario titolato "La vera Croce ritrovata", alla scoperta del rapporto tra San Ciriaco e Sant'Elena, madre di Costantino

Dal 22 Febbraio è arrivata una novità al museo diocesano di Ancona, nel Duomo di San Ciriaco: “La vera Croce ritrovata”. Un nuovo itinerario tra storia e tradizione che vuole mettere in luce le figure di Sant'Elena, madre di Costantino, dell'ebreo Giuda-Ciriaco, che la tradizione identifica con il santo vescovo titolare della cattedra anconetana e patrono cittadino. Un itinerario che sarà fruibile fino al 26 Maggio, ogni sabato e domenica, dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30.

Ma che rapporto c'è tra il Ciriaco protettore della città dorica e la così detta Vera Croce?  Un po' di tradizione dunque, che si fonde con la leggenda. Al tempo di Costantino (tra il 200 e il 300 d.c.), Elena, madre dell’imperatore e devota cristiana, viene esortata a partire per Gerusalemme dove dovrà cercare la reliquia della Croce. L’augusta, dopo aver interrogato un gruppo di giudei e aver torturato l’unico tra loro (Giuda) in grado di rivelarle il luogo esatto del calvario, riesce a trovare tre croci. Per identificare quale sia effettivamente quella “vera”, Giuda ha l’ispirazione di provare ciascun legno, avvicinandolo al corpo di un uomo morto che, al solo tocco del santo legno, la leggenda narra che avrebbe ripreso vita. Davanti a questo prodigio, l’uomo si sarebbe convertito e si sarebbe fatto battezzare, scegliendo di chiamarsi Ciriaco, che significa "appartenente al Signore". Dopo aver ritrovato anche i chiodi del Signore, Ciriaco subisce il martirio sotto Giuliano l’Apostata. Siccome la tradizione anconetana indicherebbe il Giuda della leggenda come lo storico vescovo e patrono di Ancona, le cui reliquie si trovano nella cattedrale cittadina, ecco che prende vita un legame fondamentale tra il nostro San Ciriaco e Sant'Elena.

Un percorso che ha anche un messaggio religioso e sociale, perché vuole lanciare un monito a favore della libertà e tolleranza fra religioni: “Un tema attuale – ha detto Diego Masala, storico dell'arte del museo – perchè va oltre la possibilità dei cristiani di celebrare il loro credo e si può estendere all'umanità. L'editto è uno spunto che per ricordare oggi come la libertà religiosa fosse stata concessa già 1700 anni fa”. E' dunque importante far riscoprire San Ciriaco ai cittadini anconetani perchè “molti anconetani non conoscono la leggenda  che lega San Ciriaco alla scoperta della Vera Croce” ha ribadito Masala.

Oltre questo il museo, restaurato e allestito nuovamente nel 2008, offre il classico itinerario che ripercorre la storia del cristianesimo ad Ancona con più di 400 opere. Tra le più importanti: i 4 Arazzi di Rubens (preziosissime tele del 600 che rievocano le fasi della vita di cristo), il sasso di Santo Stefano, tavole e pergamene di varie epoche storiche.

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