Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Frazione Montacuto

«Vedo gli alieni» poi dà fuoco ai vestiti in cella, panico in carcere: un agente all'ospedale

Un poliziotto è rimasto intossicato ed è stato accompagnato in ospedale con l'auto privata di un collega perché non era disponibile l'auto di servizio. Sul caso è intervenuto anche il segretario del COSP Mastrulli

Il carcere di Montacuto

Urla che vede gli alieni e poi dà fuoco ai suoi vestiti mentre si trova in cella. Attimi di panico quelli vissuti nelle ultime ore nel carcere di Montacuto dove un detenuto di Senigallia, con problemi psichiatrici, ha iniziato a gridare «Vedo gli alieni, ci sono gli alieni». E così, ha legato i suoi vestiti alle inferriate della cella che danno sull’esterno e poi gli ha dato fuoco con un accendino. Non c’è voluto molto perché quei panni sintetici prendessero fuoco. Ma il fumo ha iniziato ad entrare nella cella del detenuto, richiamando l’attenzione degli agenti della Polizia Penitenziaria, che si sono lanciati dentro la stanza ormai satura del denso fumo nero. I poliziotti hanno soccorso l’uomo e spento l’incendio. A rimetterci una guardia, finita all’ospedale con un’intossicazione da fumo. Nulla di grave, ma i medici del Pronto Soccorso lo hanno rilasciato con una prognosi di 2 giorni. 

All’ospedale, il poliziotto ci è arrivato anche con l’auto privata di un collega come ha spiegato il segretario generale nazionale del Cosp (Coordinamento sindacale Penitenziario) Domenico Mastrulli: «La situazione è tale per cui non era disponibile neppure un’auto di servizio. Tornando al fatto, è chiaro che quello accaduto oggi a Montacuto è l’emblema di quanto accade in tutte la carceri italiane. Il tutto in una condizione di continua tensione per la la Polizia Penitenziaria che lavora in sottorganico e deve fare fronte a questi episodi trasportandosi anche i propri feriti in ospedale. Abbiamo chiusi gli Ospedali penitenziari e abbiamo costruito i REMS (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) ma non è cambiato nulla perché, nonostante la legge del 2008 per cui la sanità penitenziaria passava sotto le responsabilità delle Asur regionali, gli psichiatrici continuano a stare nelle strutture detentive comuni invece che essere curati in luoghi più idonei».

Quanto accaduto oggi a Montacuto, è solo l’ultimo gesto inconsulto di un detenuto problematico. Solo pochi giorni fa un altro carcerato marocchino, in attesa di una visita medica, ha sfondato la vetrata di una porta a testate. Nei primi di gennaio invece un 25enne marocchino ha prima cominciato a lanciare i propri escrementi fuori dalla cella. Poi, quando sono intervenuti i poliziotti, ha dato in escandescenze, aggredendo gli agenti. 

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