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Cronaca

Sindacati in difesa dei medici specializzandi: "Perché l'Università non si esprime?"

Anche le sigle sindacali Cgil, Anaao, Cimo, Fvm, Aaroi, intervengono sul caso della cancellazione delle prenotazioni al piano vaccinale da parte dei medici specializzandi

“Sono medici specializzandi che ogni giorno si trovano col loro lavoro a contribuire in maniera indispensabile al funzionamento della macchina sanitaria nell’Ospedale di Torrette, esponendosi agli stessi identici rischi degli altri colleghi strutturati e delle altre figure professionali”. Comincia così un comunicato stampa a firma delle sigle sindacali Cgil, Anaao, Cimo, Fvm, Aaroi, che intervengono sul caso della cancellazione delle prenotazioni al piano vaccinale da parte dei medici specializzandi.

Come ha confermato il direttore amministrativo Antonello Maraldo (Leggi l'intervista), una scelta presa dalla dirigenza dell’ospedale “considerando prioritaria la vaccinazione del “personale sanitario, tecnico e di supporto (anche universitario) e del personale delle ditte appaltatrici operanti nell’ambito del presidio” giustificando la cosa anche col riferimento a linee guida ministeriali in realtà non ben definite; nella maggior parte degli ospedali italiani (Bologna, Padova, Firenze, Siena, Pisa, Torino, solo per citarne alcuni) infatti non vi è stata differenziazione tra gli specializzandi e il resto del personale.  E sicuramente in nessun posto si è assistito alla cancellazione della prenotazione per il vaccino, di un’intera categoria. Come già espresso in precedenza, riteniamo che per quanto riguarda la vaccinazione per il Sars-CoV-2, essa vada pianificata tenendo conto dell’esposizione dei singoli operatori sanitari all’assistenza-trattamento dei pazienti Covid-19 a cui partecipano anche i colleghi specializzandi, che vengono impiegati in prima linea. L’assegnazione del vaccino con il sistema di prenotazione online attivato dalla Direzione dell’Azienda di Torrette, in realtà non tiene conto né di questa priorità, né tanto meno dell’età anagrafica. Con questa modalità gli specializzandi sono gli stessi medici che ancora una volta dovrebbero essere penalizzati rispetto agli altri professionisti, come già era successo nell’assegnazione dei premi Covid nel mese di maggio. Ci chiediamo inoltre perché l’università a cui questi colleghi sono in carico, non si sia espressa a loro favore.Pur rendendoci conto della possibile difficoltà nell’affrontare la gestione di un’urgente campagna vaccinale, invitiamo l’amministrazione a ripensare ad un metodo più corretto ed efficace al fine di effettuare la tutela della salute degli operatori sanitari e il buon funzionamento delle attività dello ospedale, senza generare malcontento nel personale sanitario unitamente coinvolto nella battaglia quotidiana di questa crisi pandemica”. 

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