Cronaca

«Cancellare gli specializzandi è stato brutto, ma pochi vaccini e serviva fare una scelta»

Il direttore amministrativo dell’azienda Ospedali Riuniti di Ancona Antonello Maraldo fa il punto dopo il caso della cancellazione delle prenotazioni per il vaccino dei medici specializzandi

Antonello Maraldo

«Non mi pare sia successo nulla di grave, mi sembra che ci sia stata una incomprensione. Di fatto è successo che siamo partiti con la campagna vaccinale e il metodo di azione è stato quello di procedere per “slot”, come da programma su base nazionale perché, è sotto gli occhi di tutti, i vaccini arrivano scaglionati. C’è una circolare ministeriale che io ho e che indica di procedere con le vaccinazioni andando per “slot”, indicando di partire e dunque dare priorità al personale di ruolo che si occupa direttamente di assistenza sanitaria». Inizia così a fare il punto il direttore amministrativo dell’azienda Ospedali Riuniti di Ancona Antonello Maraldo, dopo il caso dei medici specializzandi messi in fondo alla fila dei vaccini, portato alla luce da AnconaToday e sul quale è intervenuto anche il presidente dell’ordine dei medici Fulvio Borromei.

Dunque avete sbagliato consentendo l’accesso agli specializzandi? «Sì, è stato un errore tecnico a monte - continua Maraldo - Cancellarli è stata una cosa brutta, io lo capisco, ma si vaccineranno fra una settimana insieme a tutti gli altri. Ma insomma perché un giovane dovrebbe venire prima di un’infermiera dipendente, che magari ha anche 50 anni e ha maggiori fattori di rischio di un giovane medico in formazione? Il gesto è stato brutto, lo ribadisco, ma non si può pensare che noi non teniamo alla loro salute o che ci sia stata una discriminazione. Non è così». 

Lei ha fatto l’esempio dell’infermiera, ma gli specializzandi lamentano di dover essere vaccinati dopo “personale delle imprese appaltatrici operanti” in ospedale e gli amministrativi. «Per quanto riguarda gli operai sì, certo, ma parliamo delle persone che fanno le pulizie  ed entrano ed escono dalle stanze dei pazienti e poi questa è stata una richiesta della Regione, che ci ha chiesto un elenco delle persone che lavorano per ditte esterne e che possono o prendere il Covid o portarlo proprio perché a contatto col paziente. Così abbiamo fatto una rapida ricognizione e abbiamo l’obbligo di fornire il vaccino velocemente anche a loro».

Capisco che l’operaio è a contatto col paziente, ma qual è il senso di vaccinare prima l’amministrativo e poi uno specializzando di Anestesia e Rianimazione che intuba il malato di Coronavirus? «Faranno il vaccino insieme, lo faranno tutti e lo faranno serenamente, di più non si può fare.  Allora dateci più vaccini perché se avessimo più vaccini potremmo farli a tutti subito». 

Perché non fare una divisione per reparti come fatto per i tamponi? «Avrebbe scontato 2 problemi. Il primo, con quale criterio cominciare? C’è chi ritiene più a rischio i reparti Covid e chi invece li ritiene più sicuri di quelli Covid-free. Da dove cominciamo? Ci sarebbero state comunque obiezioni. E poi, la vaccinazione richiede circa un’ora di tempo. Che facciamo chiudiamo un reparto per un’ora? No, sono polemiche inutili. C’è stato un errore a monte per l’esigenza di prendere decisioni importanti nel giro di un’ora e non è facile. Mi dispiace se qualcuno possa pensare che discriminiamo gli specializzandi. Quando si trattò di contrattualizzarli diversi anni fa, io fui il primo a battermi per pagarli 50 euro l’ora invece che 40, quindi lungi da me fare un torto a loro». 

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