Non c’è accordo fra medici e i vaccini non bastano: «Ambulatori a rischio congestione»

«Se i numeri sono questi non arriveremo nemmeno al 60% della popolazione a rischio, per non parlare dei problemi degli ambulatori: così si rischia di andare verso la congestione» ha detto Magi

Foto di repertorio - FOTO ANSA

Non si è trovato un accordo sulle vaccinazioni di massa, non c’è stato accordo neppure sull’ipotesi di usare gli ambulatori dell’Ex Crass e così, in vista della campagna di vaccinazione antinfluenzale che parte lunedì, i medici di famiglia si preparano ad accogliere i loro pazienti autonomamente, senza una organizzazione collettiva. Se poi a questo si aggiunge il fatto che i vaccini in arrivo ad Ancona e Marche non basteranno, allora lo scenario dorico si prefigura caotico. Lo conferma anche il dottor Massimo Magi, medico di base e segretario regionale del sindacato Fimmg:

«Prevediamo di iniziare con gli anziani più fragili, come quelli in assistenza domiciliare o ospiti delle case di riposo, ma siamo in grande difficoltà. Non è facile, anche perché ci sono delle procedure da rispettare. Ma il problema vero è che i medici di famiglia hanno conferma del fatto che, nelle case farmaceutiche produttrici di questi vaccini, in particolare il Fluarix, la disponibilità sia terminata. Altro che effetto gregge, se i numeri sono questi non arriveremo nemmeno al 60% della popolazione a rischio, per non parlare dei problemi organizzativi degli ambulatori: così si rischia di andare verso la congestione».

Dunque risulta chiaro come nel territorio dorico non si riuscirà a coprire tutta la domanda di vaccini prevista dalla campagna di profilassi. Intanto la Regione Marche, tramite l’Asur e il Gores, ne ha chiesto un consistente supplemento al Ministero della Salute, anche perché il problema è prima italiano e poi locale. Di sicuro saranno 128 mila le dosi assegnate all’Area Vasta 2 (provincia di Ancona).

Il tentativo (fallito) delle vaccinazioni di massa

Dunque pochi vaccini, ma anche poca disponibilità a collaborare per un piano collettivo. Sicuramente il Comune ci ha provato ad organizzarsi in tal senso. Erano state infatti proprio il sindaco Valeria Mancinelli insieme all’assessore alla sanità Emma Capogrossi ad incaricare Mirella Giangiacomi, in qualità di presidente della Commissione Socio sanità del comune dorico, di farsi promotore di un piano per organizzare una vaccinazione di massa. «Avevamo immaginato una struttura, magari dei gazebo in parcheggi, con un sistema di drive, dove ogni medico avrebbe fatto il vaccino ai propri pazienti con una programmazione, - spiega proprio la consigliera del Pd - in modo tale da rispondere anche all’esigenza del paziente di attendere circa 15 minuti dopo la vaccinazione, per eventuali problematiche allergiche. Avevamo anche trovato delle aree idonee, ci avevamo lavorato, ma purtroppo non è stata possibile. Non ho ben capito perché, ma alcuni colleghi si sono dimostrati molto sensibili per trovare soluzioni, senza però trovare il favore di altri. Così non è andata a buon fine». 

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Rotazione negli ambulatori Ex Crass

Un problema perché, a fronte di studi medici grandi dove sarà facile organizzare le vaccinazioni, ci sono realtà più piccole dove la campagna sanitaria rischia di ammassare i pazienti, aumentando il rischio di contagio da Coronavirus in una situazione che, paradossalmente, lavora proprio contro il propagarsi del Covid. Alcuni medici di famiglia avevano anche provato a fare rete, proponendo alla categoria di usare gli ambulatori del Servizio di Igiene e Sanità pubblica di via Cristoforo Colombo. Lì si sarebbe potuta organizzare una programmazione per l’uso dei locali da parte dei camici bianchi, con una puntuale sanificazione tra un turno e l’altro. Ma anche su questo, in pochissimi hanno risposto all’appello. Dunque, se si sommano le carenze di vaccini con i problemi organizzativi negli ambulatori medici, si rischia il caos, come temono anche i sindacati di categoria. 

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