Lavoro extra e vaccini che non bastano, il medico: «Rifiutiamo 1 paziente su 5»

Il punto sulle dosi insufficienti di vaccino antinfluenzale con il dottor Massimo Magi: «Chi doveva programmare questa campagna forse guardava altrove»

Massimo Magi

Nello studio medico di via Donizetti a Castelfidardo le vaccinazioni antinfluenzali si fanno dentro due gazebo. Anziani e non arrivano su appuntamento e in pochi minuti ricevono la propria dose (GUARDA IL VIDEO). Dove sono i problemi? Nel fatto che a Castelfidardo, come in tutte le Marche, i vaccini non bastano per tutti. «A un paziente su cinque siamo costretti a dire di no» spiega il dottor Massimo Magi, segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG). «Chi doveva programmare la campagna vaccinale forse in quel momento guardava da un’altra parte- attacca il medico- nonostante l’invito a vaccinarsi, ad oggi la Regione ha predisposto l’arrivo di 450mila dosi. Non bastano- continua Magi- ne servono tra le 600 e le 700mila». L’assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini, ha appena annunciato il raddoppio delle ordinazioni ma c’è anche un problema di distribuzione e tempi: «Finora i vaccini sono stati distribuiti male, alcuni medici hanno ricevuto solo quello per gli anziani e altri solo quello per gli under 64. Se poi il vaccino arriva tra 20 giorni viene meno la tempestività per la prossima fase influenzale. Insomma, abbiamo la frusta ma ci sta mancando il cavallo». 

Grazie ai gazebo, messi a disposizione dalla protezione civile di Castelfidardo, non si sovrappone l’attività vaccinale con quella di studio e i medici riescono a vaccinare rapidamente un buon numero di pazienti. Per chi fa il primo vaccino c’è un percorso di maggior sicurezza all’interno dello studio, dove esiste un presidio di emergenza qualora ce ne fosse bisogno in caso di eventuale reazione avversa. «Si, viene più gente a fare il vaccino- rileva Magi- più anziani che prima snobbavano la pratica, ma anche molti giovani che sono affetti da patologie, che fanno lavori particolari o sono a contatto con persone anziane». Ma oltre al problema delle dosi insufficienti, i medici sono messi in condizione di lavorare bene sulle vaccinazioni? «Questo è un altro punto critico- spiega Magi- sono aumentati gli obblighi per noi, pensiamo alle installazioni e ai percorsi di sicurezza, ma anche all’incremento degli orari di ambulatorio. Noi lavoriamo nelle ore canoniche di studio e facciamo ore aggiuntive per le vaccinazioni proprio per non sovrapporre le due attività. Calcolate anche le ore del personale di studio e l’uso delle attrezzature, quindi c’è un maggior peso per ogni singolo medico perché tutto questo noi ce lo dobbiamo pagare. Siamo le sentinelle della salute a fronte di una struttura territoriale di sanità pubblica che spesso si è dimostrata poco resiliente. La Regione si è dimostrata sensibile, ci è venuta incontro nel ristoro di alcune risorse, noi continuiamo a presidiare convintamente il settore della salute». 
 

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