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Un carabiniere durante la vaccinazione

Un carabiniere durante la vaccinazione

Vaccino, tocca alle forze dell'ordine ma il sindacato tuona: «Disorganizzazione»

Nelle Marche è partita la campagna vaccinale per gli appartenenti alle Forze dell'Ordine. Il personale del comparto Forze armate, di sicurezza e difesa presente nel territorio regionale

Nelle Marche è partita la campagna vaccinale per gli appartenenti alle Forze dell'Ordine. Il personale del comparto Forze armate, di sicurezza e difesa presente nel territorio regionale, tra cui rientra anche quello della Polizia locale e provinciale ha ricevuto la dose nei punti vaccinali dedicati. Ad Ancona le vaccinazioni sono iniziate questa mattina alla palazzina 8 dell’ex-Crass (GUARDA IL VIDEO). Circa 500 le persone a cui è stato somministrato il preparato AstraZeneca nell’intera giornata. La calendarizzazione è stata concordata tra Asur e Prefettura. I primi a sottoporsi alla vaccinazione sono stati i carabinieri, a partire dal personale del Nas. Poi è stata la volta della Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Polizia penitenziaria e vigli urbani. Vaccini anche per i dipendenti di Prefettura e Tribunali. Tra i vaccinati anche il questore di Ancona, Giancarlo Pallini, accompagnato dal capo di Gabinetto Cinzia Nicolini. Ha ricevuto la dose da un medico della Polizia di Stato: «Un privilegio? No, ricevere il vaccino tra i primi significa poter garantire continuità nella linea di comando- ha spiegato Pallini-  è un momento importante che ci aiuta ad affrontare meglio i servizi giornalieri, poter contare sulla vaccinazione del personale delle forze dell’ordine è un segnale di miglioramento costante nell’ottica di superare questa difficile situazione- ha continuato il questore- ha aderito un’alta percentuale della Questura, circa l’80%, e man mano verrà superato del tutto lo scetticismo iniziale». 

Il sindacato

«Siamo rimasti stupiti dalla disorganizzazione e mancata pianificazione, messe in  campo da chi aveva il compito di gestire questa tappa strategica ed attesa da mesi, volta a garantire sia chi opera in tale settore nevralgico della società, sia chi ad esso si rivolge  per chiedere sicurezza e assistenza quotidiana- scrive in una nota il segretario provinciale Siulp Ancona, Alessandro Bufarini- siamo stati praticamente subissati di telefonate dei nostri colleghi che protestavano sui  modi e sui tempi di predisposizione della campagna di vaccinazione. Non sono state richieste prenotazioni, né utilizzata alcuna piattaforma on line, per  definire la data e l’orario delle somministrazioni, ma semplicemente impartite disposizioni verbali effettuate con poche ore di preavviso, che hanno determinato  ricadute negative anche sull’organizzazione familiare di tutto il personale coinvolto.  Tale gestione ha portato ad ammassare numerose persone verso il centro di  vaccinazione, invece di razionalizzare la procedura sanitaria sia nel rispetto delle più  elementari misure di distanziamento sociale che nel raggiungimento di obiettivi  numerici precedentemente pianificati»

«Nel luogo deputato alla somministrazione del vaccino sono state convocate  contemporaneamente più Forze di Polizia e personale del Corpo dei Vigili del Fuoco,  a dimostrazione di un mancato coordinamento, che ha fatto lievitare in modo  considerevole il numero dei presenti, ammassati in coda per ore in attesa del proprio  turno- continua il Siulp- Non sappiamo a chi vada la responsabilità di aver creato uno dei più grandi assembramenti, in zona rossa, in tempi di Covid, della provincia di Ancona o se sia presente un concorso di colpe e inefficienze, ma ci risulta che i tre soggetti che hanno  organizzato l’evento, ognuno per le proprie competenze,siano l’Assessorato Regionale  alla Sanità, la Prefettura e Questura per il tramite del Capo di Gabinetto. Questa segreteria, che riveste anche la figura di Rappresentante dei Lavoratori per la  Sicurezza, in ambito provinciale, chiederà formali spiegazioni al Questore di Ancona  ed unitamente alla Segreteria Regionale SIULP richiederà un incontro con il Prefetto e  con l’Assessore alla Sanità della Regione Marche». 

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