Dalla robotica alla realtà aumentata con ARTES 4.0

35 soci fondatori, tra questi la Politecnica, per un partenariato con università, enti di ricerca e aziende

Ares

35 soci fondatori per un partenariato che unisce università, enti di ricerca e aziende: si è costituita ufficialmente l’associazione chiamata a guidare il Centro di Competenza ARTES 4.0 (Advanced Robotics and enabling digital Technologies & Systems 4.0), sulla robotica avanzata e sulle tecnologie digitali abilitanti. L’Università Politecnica delle Marche contribuisce al progetto puntando sulla robotica e digitalizzazione dei processi produttivi, applicandole in particolare alla realtà produttiva delle Marche, focalizzata sul prodotto di qualità, dalla calzatura all’agroalimentare.

L’Associazione ARTES 4.0, che nello specifico è il soggetto organizzatore del Centro di Competenza ad alta specializzazione ARTES 4.0 realizzato nell’ambito del Piano nazionale Industria 4.0 promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, è stata costituita dai rappresentanti di tutti i 35 soci fondatori, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna, che provengono dal mondo universitario e dal settore industriale, suddivisi in 13 università ed enti di ricerca: Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore, Università di Pisa, Università degli Studi di Firenze, Università di Siena, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Università Politecnica delle Marche, Università degli Studi di Perugia, Università degli Studi di Sassari, Università Campus Bio-Medico di Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Italiano di Tecnologia, European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy), un ente nazionale (INAIL), 5 grandi imprese (Trenitalia, Comau, ESI Italia, Rea Impianti, Idrotherm 2000), 5 fondazioni ed enti del terzo settore (Fondazione Don Gnocchi, Confartigianato Vicenza – Digital Innovation Hub, Meccano S.p.A., Fondazione Toscana Life Sciences, CONSEL - Consorzio ELIS per la Formazione Professionale Superiore), 4 piccole imprese (Tecnalia, T.I.M.E., Laboratori ARCHA, Pure Power Control) 7 micro-imprese e start-up (Alleantia, Certema, Mediavoice, Wisense, Stargate Consulting, LK Lab, IDEA SOC. COOP.). Ai 35 soci fondatori si aggiungono 92 tra soci ordinari, affiliati e sostenitori per un totale di 127.

L'Associazione ARTES 4.0, così composta, permetterà al Centro di Competenza di offrire servizi di altissima qualità e soddisfare i bisogni di innovazione espressi dalle imprese, in particolare PMI. Inoltre, l’adesione di INAIL, in qualità di socio fondatore, rafforza e qualifica l’attenzione verso i temi fondamentali della sicurezza sul lavoro e della tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici, con particolare riferimento a prevenzione, assistenza e riabilitazione.

Al centro si collegheranno i Digital Innovation Hub (DIH) di Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Sardegna, Sicilia, Liguria per le necessarie e utili azioni di promozione e condivisione dei principali risultati sviluppati.

In Italia – afferma il Rettore dell’UnivPM Sauro Longhi – la battaglia della competitività non si vince sui costi, ma sull’efficienza dei processi, sull’innovazione e sulla possibilità di aggiungere valore e servizi al prodotto. Ad Ancona abbiamo iniziato una piattaforma regionale che mette insieme enti di ricerca, università e aziende che producono innovazione: macchinari per l’Industria 4.0 ma anche innovazioni organizzative. Vogliamo che questa esperienza diventi la base per una piattaforma nazionale anche che si integra con il progetto di ARTES 4.0. In questa attività stiamo cercando di puntare su robotica e digitalizzazione dei processi produttivi, applicandole in particolare alla realtà produttiva delle Marche, focalizzata sul prodotto di qualità, dalla calzatura all’agroalimentare”.

Come portare innovazione in questi contesti “consolidati e maturi”?

L’Università Politecnica delle Marche ha avuto una performance molto buona nell’ultimo finanziamento MIUR per i cosiddetti dipartimenti di eccellenza, con ben 8 dipartimenti premiati sulla base della loro produzione scientifica. Di questi, 3 hanno progetti relativi a Industria 4.0 e vorremmo portare questa esperienza a livello nazionale con temi quali manifattura additiva, robotica avanzata e organizzazione digitale. Un campo molto promettente e a cui finora nessuno ha pensato di applicare questi concetti su larga scala è il cantiere edile, una manifattura molto importante che potrebbe sfruttare bene l’innovazione portata da Industria 4.0 prima di tutto per aumentare la sicurezza dei lavoratori, ma anche per rendere più efficiente i processi di costruzione e più tracciabile il costruito”.

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