Nasi robot e case che "leggono" i terremoti, la Politecnica investe 3,5 milioni in ricerca

Fondi per 46 progetti strategici che ridisegnano il futuro. Tra i temi anche la vulnerabilità delle spiagge, l'app per l'evacuazione e la cyber security nella sanità

Studiando la biologia del Pesce Zebrato si cerca di sviluppare sensori olfattivi per arrivare a un naso articifiale in grado di sostituire i cani nella ricerca di dispersi, droga o esplosivi. Oppure attraverso l'indagine su una trota estinta essere in grado di capire i cambiamenti climatici dell'epoca e magari riuscire a intervenire su quelli attuali. E, perché no, realizzare edifici con sensori wireless in grado di misurare eventi eccezionali come un terremoto e valutarne gli impatti. Il futuro è adesso? Sono solo alcuni esempi dei 46 progetti di ricerca che hanno ottenuto il contributo biennale dell'Università Politecnica delle Marche: ben 3,5 milioni di euro impiegati in ricerca. Tra gli altri temi trattati anche uno studio sulle migrazioni (per stimare l’età dei migranti forzati), gli effetti biologici di campi elettromagnetici a 50 hz con la realizzazione di un dosimetro personale, cibo funzionale per contrastare obesità e diabete, la riduzione della vulnerabilità delle spiagge e l’adattamento delle opere costiere e portuali ai cambiamenti climatici. 

Per quanto riguarda la sanità c'è anche un progetto sulla Cyber Security nei servizi sanitari, caratterizzati dalla presenza di dati sensibili e vitali per i pazienti che sono delle vittime privilegiate dagli hacker. Su 70 progetti presentati sono stati ammessi a finanziamento 11 grandi ricerche (con almeno 10 partecipanti fino ad un massimo di 182mila euro) e 35 medie (con almeno 4 partecipanti fino ad un massimo di 43mila euro). «Convinti del valore assoluto che la ricerca ha nel potenziamento della conoscenza e nel rafforzamento della libertà di comprendere, abbiamo deciso di investire 3,5 milioni di euro per finanziare progetti di ricerca strategici per l’Ateneo» ha detto il rettore Sauro Longhi che ha intenzione di sottoporre al cda dell'Università la stessa cifra per il prossimo biennio (2017/2019) ma aumentando lo stanziamento destinato alle grandi ricerche a 3 milioni di euro. 
 

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