Università, via l'esame sbarramento ma non per tutti: «Così ci impediscono di iscriverci al 4° anno»

«Avremmo voluto che la nuova norma fosse stata retroattiva e che potessero rientrare in questa riforma anche gli studenti rimasti indietro e ci siamo battuti per questo» ha detto Bruschi

L'aula della facoltà di medicina

Chi non passa Fisiologia non può frequentare e sostenere gli esami del 4° anno ed è costretto ad iscriversi ad una sorta di 3° anno fuori corso. E’ sempre stato così all’università di Medicina della Politecnica delle Marche. Almeno fino allo scorso gennaio quando la facoltà dorica ha eliminato questo sbarramento. Per la gioia di alcuni studenti, quelli che a settembre si sono iscritti al 3° anno, per loro fisiologia sarà un esame propedeutico per diventare medici, ma non per proseguire con il cursus universitario. Una notizia tutt'altro che positiva per chi invece, a settembre, avrebbe dovuto iscriversi al 4° e non lo ha potuto fare. Perché? Non aver passato il “mostro” entro quella data, prima del cambio normativo. Loro infatti sono stati costretti a riscriversi al terzo anno. Una disparità per cui, a sentire gli "studenti in stand-by", la facoltà dovrebbe porre rimedio perché, ad oggi, ci sono 58 studenti iscritti alla facoltà diAncona da considerare “ripetenti”, di fatto bloccati al 3° anno, che chiedono una cosa: la nuova regola sia retroattiva. Non un capriccio perché quei futuri medici non solo vedranno un aumento delle spese universitarie, ma stanno perdendo tempo, ritardando il loro arrivo sul mercato del lavoro. Un anno in cui non sono state consentite neppure le AFP (attività formative professionalizzanti in corsia), corsi monografici e laboratori. Insomma un anno fantasma per quei ragazzi che comunque dovranno sborsare 2mila euro di tasse comunque. 

«Avremmo voluto che la nuova norma fosse stata retroattiva e che potessero rientrare in questa riforma anche gli studenti rimasti indietro e ci siamo battuti per questo- ha detto il rappresentante degli studenti di medicina Alessandro Bruschi - Abbiamo anche avuto degli incontri con il preside e gli insegnanti per vedere di recuperare gli esami persi nel frattempo ma non ci sarebbero le possibilità tecniche». Per lo meno questo è quanto emerso da un incontro privato tra insegnanti, presidente del corso di medicina e preside della Facoltà. «Adesso quello che si poteva fare da parte nostra, come rappresentanza degli studenti è stato fatto e sta ai ragazzi capire se vogliono intraprendere altre strade». Altre strade dunque che, dopo aver portato la discussione in Parlamento con l’interrogazione parlamentare del deputato del Gruppo Misto Pino Pisicchio, significa una sola cosa: passare alle vie legali e ricorrere al Tar. Cosa che ad oggi è un’ipotesi presa in seria considerazione dagli studenti. 

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