Harvard e Ancona, insieme scoprono l’ormone anti-obesità

Dall'ateneo dorico e da quello di Harvard arriva la scoperta che apre a nuove cure per l'obesità: un ormone brucia-grassi che si accende con il movimento. Ce ne parla il Prof. Saverio Cinti

Il tessuto adiposo bianco si trasforma nel tessuto bruno bruciagrassi (fonte: S. Cinti, Università Politecnica delle Marche)

C’è anche un pezzo di Ancona nella scoperta che dà una svolta alla cura per l’obesità. Nei laboratori dell’Università Politecnica delle Marche, sotto la guida del Prof. Saverio Cinti,  Direttore dell’Istituto di Morfologia Umana Normale, sono stati condotti gran parte degli esperimenti  che hanno portato alla scoperta di un ormone “brucia-grassi” grazie al movimento.

Che il movimento faccia bene nella cura dell’obesità è ormai noto, ma la scoperta dell’ormone (l'irisina) che “acceso” dall'esercizio fisico si mette in moto per bruciare i grassi, apre ora nuove prospettive nella cura,  soprattutto in campo farmacologico.
 
La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, sarebbe frutto di una collaborazione tra l'Università Politecnica delle Marche e quella di Harvard. Ma il vero input alla scoperta "italo-americana" viene da Ancona grazie alle precedenti ricerche del Prof. Saverio Cinti. La sua scoperta relativa alla presenza di due tipi di "grassi", il tessuto adiposo bianco, che accumula i grassi e quello bruno che li "brucia" e al dimagrimento connesso alla trasformazione del "grasso" bianco in bruno, avrebbe sbalordito i ricercatori dell'Harvard Medical School che si sarebbero subito messi in moto per svelarne i meccanismi. 
 
''Da tempo stavamo cercando di capire come avvenisse questo switch'' spiega il Prof. Cinti, che dopo 5 mesi di lavoro nei laboratori di Bruce Spiegelman, ha proseguito  ad Ancona gli studi e gli esperimenti avviati con il team di ricercatori americani. "Ora abbiamo scoperto la chiave di questa trasformazione: un ormone, l'irisina che, acceso dal movimento, è in grado di trasformare il tessuto adiposo bianco in quello bruno".  La scoperta dell'ormone-interruttore del dimagrimento grazie al movimento, sarebbe stata testata grazie ad una serie di esperimenti di laboratorio condotti su dei topi, dimagriti a vista d'occhio proprio grazie all'ormone in questione, (presente nel sangue degli uomini, come dei topi)  e all'introduzione della proteina prodotta dal muscolo all'interno di un virus reso inoffensivo. 
 
Se  per il Prof. Cinti è "un sogno che si avvera" e per l'Ateneo dorico un'altra "conquista" scientifica a livello internazionale, per la cura dell'obesità, la scoperta rappresenta una nuova frontiera da esplorare e una nuova strada da percorrere. I suoi sviluppi? "Nuovi farmaci in grado di agire sull'irisina e di innescare lo switch del tessuto adiposo bianco in quello bruno", spiega il Prof. Cinti. Dopo il fallimento di tante terapie volte ad influenzare l'appetito, ora l'attenzione in capo farmacologico potrebbe spostarsi sull'altro versante, quello del movimento, grazie   a nuovi farmaci in grado di innescare gli stessi meccanismi che portano al dimagrimento.
 

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