Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Università, dal mare al fiume: Falconara nei progetti degli studenti

Dal mare al fiume, dalla Caserma all'ex Montedison, Falconara è stata ridisegnata dagli studenti dell'Università Politecnica delle Marche

Dal mare al fiume, dalla Caserma all’ex Montedison, Falconara è stata ridisegnata dagli studenti dell’Università Politecnica delle Marche attraverso “Progetta Falconara 2017”.  Oggi (giovedì 22 giugno) si è tenuta la conferenza presso il Centro Pergoli e l’esposizione alla Sala ex Mercato delle idee progettuali, risultato finale di una convenzione tra l’Amministrazione Comunale di Falconara e il Dipartimento DICEA di Ingegneria Civile Edile e Architettura dell’Univpm. Un percorso di analisi e progetto sulla città che gli studenti di tutti i corsi di Composizione Architettonica ed Urbana e il corso di Urbanistica 1 del Corso di Laurea hanno elaborato durante l’anno accademico.

Tre sono state le aree della città di Falconara individuate per l’esperienza di indagine progettuale: Città sul MareCittà delle Macrostrutture e Città della Rigenerazione. Aree strategiche della città di Falconara, specie in questo momento storico in cui si fa concreto un nuovo assetto che cambierà inesorabilmente le aree suddette con il previsto bypass ferroviario che connetterà più rapidamente Roma, Pesaro ed Ancona, e liberando così aree ferroviarie che possono essere immaginate come luoghi capaci di rigenerazione qualitativa della città.

Clemente Rossi Assessore all’Urbanistica del Comune di Falconara M.ma: “Siamo orgogliosi di aver inaugurato una collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche partendo non solo dal corpo docente ma soprattutto la parte viva, cioè i giovani studenti. Come Comune non abbiamo dato alcun input per lo studio lasciando completante libera sia la parte didattica dell’università ma soprattutto le idee che i giovani possono esprimere. Da queste idee ci aspettiamo dei suggerimenti concreti, brillanti e che guardano al futuro di questo nostro territorio”.

Gianluigi Mondaini Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Edile Architettura dell’UNIVPM: "Quello proposto è un metodo molto efficace, l’anno scorso è stato fatto a Pesaro e certamente lo riproporremo nei prossimi anni. I ragazzi sono chiamati a ragionare su temi reali, specifici, problematiche vere per le quali il progetto può dare il suo contributo. Problematiche espresse dagli amministratori e dai tecnici, verificate sul campo con sopralluoghi e interviste che proprio per la partecipazione attiva di tutti questi attori stimolano una progettualità capace sia di volare alto e guardare lontano al di la delle contingenze ma anche molto ancorata al luogo e alle sue specificità. Senz'altro idee capaci di stimolare la progettualità delle amministrazioni e per questo un'attività che certamente fa del servizio al territorio una delle sue dimensioni più positive e significative”.

Dopo gli interventi dell’Amministrazione Comunale e dei titolari dei corsi di insegnamento che hanno presentato le idee progettuali degli studenti, le conclusioni sono state affidate all’Architetto Claudio Centanni, Responsabile del Servizio Pianificazione Urbanistica del Comune di Ancona e Presidente dell’INU Marche, Istituto Nazionale di Urbanistica.

LE AREE STUDIATE
La Città sul Mare riguarda in particolar modo il quartiere in parte normato e in parte spontaneo realizzato a nord dello stabilimento Api, caratterizzato da monofunzionalità residenziale e assenza di servizi collettivi, affacciato sul mare e quindi in una condizione speciale ma che soffre di vicinanza ad una delle infrastrutture più importanti della città e al fiume Esino ma che non è sufficientemente protetto né dall’uno né dall’altro e non ha spazi aperti e pubblici di qualità che lo caratterizzano come parte di una città collettiva più ampia per la quale il progetto proposto intende individuare strategie di valorizzazione sia dell’attuale dimensione privata che della possibile dimensione civica e collettiva.
La Città delle Macrostrutture che lambisce il fiume, la statale 16 e si sviluppa lungo il nuovo bypass incontrando alcune delle principali emergenze della città, come la Casema dismessa, l’ex Montedison e lo spessore edificato che divide statale dal polo industriale, è una delle più significative scommesse per la rigenerazione contemporanea della città. Dalle aree più interne affacciate sul fiume attraverso aree vuote originariamente destinate ad infrastrutture, aree occupate da immobili produttivi ora in abbandono, l’azione analitica e progettuale si pone l’obbiettivo di ipotizzare strategie di rigenerazione urbana introducendo mix funzionale e programmi d’uso innovitivi.

La Città della Rigenerazione si occupa del nuovo possibile lungomare che potenzialmente può essere immaginato al posto dell’attuale impalcato ferroviario di Villanova che oggi chiude ogni possibilità d’uso della parte di città per la diretta prospicienza sulla spiaggia di quest’ultimo. L’obbiettivo è introdurre chirurgicamente all’interno della particolare parte urbana, oggi chiusa al resto della città, funzioni e servizi sia di carattere locale che a scala più vasta, per aprire l’area ad usi più collettivi che la facciano uscire dall’attuale condizione di isolamento e questo grazie alla possibile rigenerazione delle aree che verranno lasciate libere dal passaggio del nuovo tracciato ferroviario. Attraverso il potenziamento funzionale e qualitativo sia delle connessioni perpendicolari al mare che del tratto longitudinale al lungomare, con maggiore spazio fisico e con piccoli eventi di qualità, si immagina sia il riutilizzo di contenitori storici che l’inserimento di nuove architettura attrattive capaci di valorizzare il mix sociale che l’area esprime.
 

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