Università, tecnologia e inclusione nelle aree del sisma del Piceno

Il progetto SMART-AGE guidato scientificamente dall'Univpm interviene su tre scenari: l'assistenza domiciliare, l'orto sociale e il centro diurno

Gian Luca Gregori, Rettore Univpm

ANCONA - Servizi e tecnologie a supporto del benessere, dell’inclusione sociale e dell’invecchiamento attivo nelle aree del sisma del Piceno. Questo il tema al centro della tavola rotonda che si è tenuta in streaming, giovedì 29 ottobre 2020, sul canale YouTube dell’Università Politecnica delle Marche. È stata anche l’occasione per fare il punto sul progetto Smart-Age, finanziato nell'ambito del POR Marche FESR 2014-2020 e avviato nell’estate scorsa, a sostegno allo sviluppo e alla valorizzazione delle Imprese sociali nelle aree colpite dal terremoto.

Il progetto SMART-AGE viene concepito all’interno di un contesto demografico ormai noto sia a livello globale, sia regionale. La rapida crescita della popolazione degli over 60 ha visto l’Italia, con un tasso di anzianità del 18,6%, essere il Paese più “longevo” d’Europa. Questi dati sono coerenti anche con la situazione delle Marche. Secondo i dati ISTAT le persone di età pari o superiore ai 65 anni nella regione rappresentano circa il 25% della popolazione; la percentuale aumenta arrivando a circa il 27% se si prendono in esame le aree “del cratere” ovvero quelle colpite dal recente sisma del 2016. L’area definita “del cratere”, ovvero quella colpita più duramente nel recente sisma del 2016 si estende per circa il 40% del territorio regionale. Va inoltre evidenziato che in tale aree, su una popolazione totale di 322.932 persone, gli over 65 sono 79.809 mentre gli over 85 sono 35.247 e gli over 95 2.957.  In questo contesto il sisma ha contribuito ad aumentare il livello di difficoltà, piuttosto elevato anche in precedenza, che la popolazione anziana presenta nell’accedere ai servizi socio-sanitari. Molti soggetti anziani vivono infatti ben distanti dai principali centri urbani, talvolta addirittura in condizioni di isolamento. Tale situazione comporta che gli interventi socio-assistenziali, avendo bisogno di tempistiche e spostamenti più lunghi, potrebbero non essere realizzati con frequenza ed efficacia ottimali. 
 
Il progetto SMART-AGE, guidato scientificamente dall'Univpm, interviene su tre scenari: l’Assistenza domiciliare seguita dalla cooperativa “Il Mentore” che opera nei comuni di Palmiano, Venarotta, Acquasanta Terme e Montegallo, l’Orto Sociale, seguito dalla cooperativa “Lella 2001” che opera nel comune di Force e il Centro Diurno seguito dalla cooperativa “Virtus” che opera nel comune di Ascoli Piceno.  In questi tre differenti scenari è stata sviluppata un'infrastruttura capace di collezionare diversi dati, da dispositivi integrabili direttamente nella cartella socio-sanitaria del paziente, monitorando dati fisiologici, parametri ambientali, Activity of Daily Living (le attività svolte dalle persone), il livello di attività e le traiettorie delle persone. Con questi strumenti vengono monitorati i parametri fisiologici come il peso, la pressione, il battito cardiaco, la temperatura e la saturazione. In questo periodo di pandemia il consorzio di SMART-AGE ha deciso di integrare nei 3 scenari anche i sensori che sono ritenuti di fondamentale importanza per rilevare i sintomi del Covid-19: temperatura corporea e saturazione del sangue. In questo modo, la persona anziana che si trova a casa da sola, nell’orto sociale o nel centro diurno, sarà monitorata e si potrà agire in caso di necessità in maniera adeguata. Inoltre, la persona anziana non dovrà andare dal medico di base o in farmacia per il monitoraggio di alcuni parametri, evitando così situazioni di affollamento che potrebbero essere rischiose.

Oltre ai sensori per la misura dei parametri fisiologici sono entrate in gioco altre due tecnologie innovative: una rete di sensori PIR e sensori porta che con l’intelligenza artificiale possono riconoscere le attività che le persone fanno nel proprio domicilio e i braccialetti che integrano sensori inerziali ed accelerometrici che permettono di capire quanta attività fa una persona (ad es. nell'orto sociale e nel centro diurno, come si muove nell'ambiente, il che può servire per capire se socializza o se mantiene il distanziamento). Il sistema è attualmente in uso nell'orto sociale, sono già stati coinvolti 10 utenti di Force ai quali viene monitorato il loro livello di attività. I vari scenari andranno a creare un database di dati eterogenei che verranno analizzati con tecniche di Intelligenza Artificiale per fornire strategie di erogazione di servizi alle cooperative sociali. Le tecnologie e i servizi identificati possono sviluppare nuovi modelli di business per generare strategie di marketing a supporto dell’economia territoriale. In particolare, l'obiettivo è individuare quali elementi saranno in grado di garantire la sostenibilità economica dei progetti messi in atto.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Marche di nuovo in zona gialla, Acquaroli: «C'è la conferma del ministro Speranza»

  • Vitamina D: perché è importante, dove trovarla e come accorgersi di una carenza

  • Sette furti, poi l'inseguimento da Polverigi ad Ancona: chi sono gli arrestati di via 25 Aprile

  • Dramma nella notte, Yasmine muore a soli 20 anni: il cordoglio da tutta la città

  • Coronavirus, screening di massa con tampone antigenico rapido nelle Marche

  • Emergenza Covid, Acquaroli preoccupato: «Rischiamo crisi economica impressionante»

Torna su
AnconaToday è in caricamento