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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Univpm, 30 anni di emozioni e storie con l'Erasmus

30 Years of Erasmus Stories, questo il titolo della giornata dedicata agli Erasmus di ieri e di oggi

"30 Years of Erasmus Stories", questo il titolo della giornata dedicata agli Erasmus di ieri e di oggi per celebrare i 30 anni del progetto europeo che ha coinvolto finora 3,5 milioni di studenti in Europa. Dal 2000 al 2016 sono partiti dall'Univpm 3300 studenti in Erasmus, nel primo anno 1989 ne sono partiti 7.
 
Dopo i saluti del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli il Rettore ha parlato dell’evoluzione del programma Erasmus partendo da chi lo ha inventato e promosso, due italiani un uomo e una donna, Sofia Corradi e Domenico Lenarduzzi. “Due persone che di fronte ad una difficoltà hanno saputo trovare una opportunità” - ha raccontato il Rettore. Infatti Sofia ha inventato l’Erasmus perché la avevano fatta    arrabbiare, al ritorno da un viaggio studio alla Columbia University di New York ha dovuto lottare per il riconoscimento degli esami. Oggi è la persona a cui quattro milioni di studenti  devono  dire grazie: è lei che, per prima, nel 1969 ha ipotizzato nero su bianco un programma di mobilità tra atenei. Domenico  da Torino emigra con il padre minatore in Belgio, a scuola era emarginato ma amava studiare e il suo obiettivo negli anni divenne garantire un’istruzione di qualità, come riscatto individuale e sociale così all’inizio degli anni ’80 a capo della Divisione della Cooperazione europea crea una task force per favorire una libera circolazione non solo delle merci ma anche, e soprattutto, delle teste.  
 
Le testimonianze degli Erasmus di ieri cominciano con Stefano Cecchini, era studente di Economia all’Università di Ancona quando è andato in Spagna nel 1989 oggi Sales & Marketing Manager Thermowatt. “L’Erasmus è stato per me un trampolino di lancio per il mondo del lavoro, un’esperienza che oggi mi fa viaggiare per il mondo”
 
Monica De Angelis oggi docente Univpm, Erasmus ‘89 in Spagna: “Volevo partire, nonostante avessi quasi finito gli esami,per far parte di un progetto internazionale e concretizzare alcuni miei sogni, volevo fare un viaggio per mettermi alla prova e conoscere meglio me stessa”.
 
Laura Stopponi head of group Credit Risk Standards Unicredit Spa, Erasmus nel 1989: “quello che mi ha dato l’esperienza Erasmus 30 anni fa è stata una forte apertura, un aiuto a dialogare in modo costruttivo e questo è un aspetto che riconosco tra i colleghi che come hanno fatto l’Erasmus. L’est Europa oggi è un’area molto importante e per questo consiglio ai ragazzi di non sottovalutare questa parte dell’Europa”.
 
Francesco Trasatti oggi vice sindaco di Fermo, Erasmus 2003 a Copenaghen “dall’entusiasmo di un’amica mi convinsi a partecipare e vinsi la borsa di studio solo perché molti avevano rinunciato. Mi ricordo che ci fu una settimana di introduzione alla cultura e alle tradizioni danesi, mi ricordo anche le lacrime dei primi giorni ma poi le infinite occasioni di crescita. Oggi cerco di non dimenticare mai cosa c’è oltre il giardino di casa mia. Dobbiamo cercare sempre di cogliere l’opportunità di capire, sentire, magari anche non condividere ma conoscere cosa c’è dall’altra parte”.
 
Alessandro Di Nardo, Erasmus 1999, oggi Emea Category Director Global R&D Cookink Electrolux: “l’Erasmus mi ha aiutato ad affrontare le sfide, una volta fissato l’obiettivo. L’ERasmus è stato fondamentale per avere il mio primo lavoro in General Motor Fiat, chiedevano solo studenti con questa esperienza alla spalle.
 
Matteo e Sara che oggi aiutano gli Erasmus che arrivano ad Ancona grazie all’associazione Esn Erasmus Student Network Italia sezione Ancona hanno raccontato le loro disavventure all’estero durante il progetto europeo e come sono riusciti a risolvere i piccoli problemi pratici, trovare casa senza sapere ancora la lingua del Paese ospitante, farsi una lavatrice o trovare un compagno per dividere un appartamento. E poi sono stati tanti i ricordi emozionanti dei ragazzi stranieri Erasmus ad Ancona come Tatiana e Andreas: “abbiamo conosciuto persone speciali che rimarranno sempre nel nostro cuore, è stata una esperienza che si può solo sintetizzare con questa frase se andate in Erasmus lo sapete se non lo avete ancora fatto fatelo!”.
 
Carlo Bitetto ha presentato GaragErasmus la fondazione che raccoglie l’eredità della generazione Erasmus, una sorta di Linkedin per chi ha svolto il progetto. La Fondazione mette in rete gli ex studenti Erasmus per creare un grande sistema europeo di esperienze e professionalità su cui sviluppare progetti imprenditoriali volti alla realizzazione di una società realmente europea. Tra i progetti un passaporto Erasmus “laissez passer” borse aggiuntive ogni mese donate da istituzioni e imprese.
 

 IDENTIKIT DELLO STUDENTE ERASMUS
Lo studente Erasmus ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al  63% quando lo  scopo della mobilità è uno stage. Spagna,  Francia, Germania e    Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una    permanenza media di 6 mesi. Si privilegia, nell’ordine, Spagna, Regno Unito, Germania e Francia per i tirocini che in media durano 3 mesi.

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