Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Corso Giuseppe Garibaldi

Unioni civili, un fiume arcobaleno attraversa Ancona: in 2mila al corteo

Erano circa 2.000 al corteo #Svegliaitalia di Ancona, una delle 100 manifestazioni organizzate in altrettante piazze italiane col fine di difendere il Ddl Cirinnà, che stabilisce come due persone dello stesso sesso possano costituire un’unione civile

I manifestanti in piazza del Papa

Il mondo a favore delle unioni civili scende in piazza al motto #Svegliaitalia. E le Marche hanno risposto, mobilitando quasi 2.000 persone (1.200 per la Questura) che sabato pomeriggio hanno sfilato per il centro di Ancona. Giovani e non, uomini e donne, gay ed etero. Un fiume arcobaleno ha attraversato il centro storico del capoluogo regionale. Ognuno con la propria storia e le sue aspettative per il futuro (leggi le testimonianze). Tutti in piazza per esprimere una rinnovata voglia di unioni civili con il simbolo di un cuore con l'uguale perché, questo è il significato, ogni amore deve avere gli stessi diritti e gli stessi doveri. «Abbiamo lanciato una mobilitazione nazionale a cui le Marche hanno risposto con una manifestazione partecipata da tutte 5 le province qui ad Ancona - ha detto il presidente di Arcigay Marche Jacopo Cesari - Insieme a molti altri gruppi (qui l’elenco) siamo in piazza per dire che anche le Marche e i marchigiani non vogliono che il Parlamento arretri di un passo sulla proposta di ddl Cirinnà, che è già una mediazione e non risponde alle nostre richieste di un matrimonio paritario a quello delle coppie etero». Già, perché il corteo di Ancona era uno dei 100 organizzati in altrettante piazze italiane col fine di difendere il disegno di legge presentato dalla senatrice Monica Cirinnà del Partito Democratico. Un testo che stabilisce come due persone dello stesso sesso possano costituire un’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. Uno dei punti più discussi continua però ad essere l’articolo 5, in cui si parla della stepchild adoption, che in inglese significa letteralmente “l’adozione del figliastro”. Si tratta della possibilità che il genitore non biologico adotti il figlio, naturale o adottivo, del partner. Ed è proprio su questo punto che si è inescato lo scontro più duro, soprattutto da parte di chi sostiene che l’adozione sia l’anticamera della fecondazione assistita tramite l’utero in affitto, magari con un viaggio all'estero. «L'adozione di uno dei due genitori è un dovere da garantire a protezione del minore - ha spiegato Alessandro Paternesi di “Diritto Forte” di Civitanova Marche - Per quanto riguarda la maternità surrogata, c’è già una legge che la vieta e non è in discussione. Chi polemizza su questo getta fumo negli occhi». 

Alle 17:00 ha preso il via il corteo, che si è spostato da piazza Roma per scendere lungo corso Garibaldi. Una manifestazione straordinaria per le unioni civili come non si vedeva da tempo nelle Marche. Una partecipazione che forse, qualche anno fa, non sarebbe stata neppure possibile. «Credo che le persone abbiano maturato una mentalità più aperta rispetto alla classe dirigente che la governa» è l’analisi dell’onorevole Sel Lara Ricciatti, presente all’iniziativa. «Questa piazza ci dimostra che c’è un sentimento trasversale - prosegue la Ricciatti - I diritti non hanno colore, sesso e età e non possono essere soggetti a discriminazioni. Questa volta possiamo dire che ce lo chiede l’Europa e allora dimostriamo tutti di essere europeisti, allineandoci non solo quando si tratta di finanza ma anche quando di parla di diritti». Del mondo politico c'erano anche le deputate di Possibile Beatrice Brignone, e i responsabili regionali di Altre Marche-Sinistra Unita e del Movimento Cinque Stelle, Edoardo Mentrasti e Gianni Maggi e il consigliere comunale di Ancona Francesco Rubini (Sel).

Dal corso fino al teatro le Muse, risalendo per arrivare in piazza del Papa. Lì i manifestanti si sono riuniti. Lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, famiglie con bambine e bambini, persone di ogni età, etero e omosessuali hanno “conquistato" il cuore di Ancona. E mentre una ragazza saliva sulla statua di Clemente XII, gli organizzatori della mobilitazione hanno lanciato un countdown. «10, 9, 8, 7…Svegliati Italia!» ha urlato la piazza. «Da anni viviamo in un vuoto normativo che non tutela le coppie omosessuali, è ora di farla finita - ha detto Cesari dell'Arcigay dal megafono -La manifestazione di oggi dimostra che la società è pronta e che la politica è rimasta indietro. Gay, lesbiche, bisessuali e transessuali pagano le tasse, lavorano e votano come tutti gli altri. Devono avere gli stessi diritti». Nel frattempo quella ragazza era riuscita ad appoggiare una bandiera arcobaleno sul braccio del monumento. Il corteo si è sciolto. Ma “è solo l’inizio” fanno sapere i promotori della manifestazione. 

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