Uil Marche, Graziano Fioretti lascia la guida: «In prima linea per difendere la democrazia»

Così sintetizza la propria lunga militanza il Segretario Generale della Uil Marche, Graziano Fioretti che lascia, dopo 22 anni, la guida del sindacato

Graziano Fioretti (credit: youtube)

JESI - “Quarantacinque anni della vita tumultuosa della nostra Repubblica che ha visto il sindacato in prima linea a difendere quei principi di democrazia e il ruolo centrale del mondo del lavoro. Pagine belle come la conquista dello Statuto dei lavoratori si sono alternate a momenti difficili come la rottura della Federazione Unitaria” Così sintetizza la propria lunga militanza il Segretario Generale della Uil Marche, Graziano Fioretti che lascia, dopo 22 anni, la guida del sindacato. Il suo successore sarà indicato dal Consiglio regionale che si riunirà venerdì 24 luglio all’auditorium dell’hotel Federico II di Jesi

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Un cambio naturale dopo una vita intera, dedicata alla tutela dei diritti dei lavoratori, iniziata nel 1975 con la Uil di Ancona. Fioretti, diplomato perito industriale, dopo un’esperienza lavorativa come saldatore e tornitore, ha svolto esperienze sindacali nel settore tessile, nel Consiglio di zona di Jesi e nel settore edile. Nel 1981 viene eletto alla guida della Uil provinciale di Ancona. Risale invece al 1998 l’elezione a Segretario generale della Uil Marche. L’organizzazione, che nelle Marche conta circa 50 mila iscritti, è presente con 30 sedi dislocate in tutto il territorio regionale nelle quali eroga servizi fiscali e previdenziali, servizi dedicati ai consumatori, agli anziani, agli inquilini. Inoltre, attraverso l’Ente di formazione Enfap Marche, negli ultimi 10 anni ha formato oltre 10 mila lavoratori. “Procediamo ad un ricambio generazionale per dare spazio ad un nuovo gruppo dirigente fortemente motivato - conclude Fioretti - che sarà in grado di interpretare la nuova società e che nel segno della continuità rappresenterà quel pensiero laico riformista che in tutti questi anni ha segnato le pagine più belle e significative del Paese e del mondo del lavoro. Nuovi obiettivi da raggiungere, che non possono comunque prescindere da un’azione unitaria confederale”.

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