Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Uffici giudiziari: mancano all'appello 27 milioni di euro. Il Comune pensa alle vie legali

Il Ministero di Grazia e Giustizia deve rimborsare al Comune di Ancona oltre 27milioni di euro per le spese sostenute per il funzionamento degli uffici giudiziari. A Palazzo del Popolo si pensa di intraprendere la via legale

L'assessore al bilancio, Fabio Fiorillo

Il Comune di Ancona sta pensando di fare ricorso al Tar, o comunque di agire per vie legali nei confronti del Ministero di Grazia e Giustizia. La causa è il mancato rimborso delle spese per il funzionamento degli uffici giudiziari. A riferirlo è l'assessore al bilancio, Fabio Fiorillo. Alle difficoltà generali in cui già si trova il Comune, si aggiungono le difficoltà di riconoscimento dei crediti dallo Stato. Dal 2004 al 2012, il mancato rimborso è stato di oltre 27 milioni di euro, cifra che deriva dalla differenza tra quello che è stato messo a disposizione e quello che è stato rimborsato. Nello specifico, nello stesso arco temporale, il rendiconto formato dalle spese sostenute (utenze, pulizie, vigilanza, manutenzioni) e fitti figurativi, è stato di oltre 47 milioni di euro. Il rimborso invece è stato di circa 20milioni di euro. Il Comune quindi, avanza dal Ministero di Grazia e Giustizia oltre 27 milioni di euro. Il problema però non riguarda solamente il Comune di Ancona bensì, tutti i comuni d'Italia.

«Fino al 2010 parte delle spese per varie utenze, servizi e una parte degli affitti figurativi erano coperte. Dal 2011, la copertura per le spese che abbiamo sostenuto è stata minore. Il fatto è che si tratta di spese di cui noi non possiamo decidere nulla- spiega Fiorillo-. Se dentro al Tribunale il riscaldamento è troppo alto ad esempio, il Comune non può abbassarlo nemmeno di un grado altrimenti è riduzione di un pubblico esercizio. Stiamo anticipando di cassa tutti questi fondi. Siamo in grado di garantire l'essenziale degli uffici giudiziari ma se si va oltre siamo in difficoltà».

Il Comune di Ancona ha chiesto spiegazioni ma non ha ancora ricevuto risposta dal Ministero di Grazia e Giustizia, non ci sono giustificazioni al mancato rimborso. «L'Anci sta portando avanti questo tema, alcuni Comuni hanno intrapreso vie legali, stiamo valutando se seguire anche noi questa strada» commenta Fiorillo. «Questa situazione ci porta a chiedere uno sforzo tributario ai cittadini. Ad esempio, gli anconetani pagheranno un'Imu più elevata per spese che sono di interesse nazionale. Stiamo anticipando risorse per servizi che non sono locali. Il Comune ha diritto ad un acconto e a un saldo» afferma Daniela Ghiandoni.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Uffici giudiziari: mancano all'appello 27 milioni di euro. Il Comune pensa alle vie legali

AnconaToday è in caricamento