Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Senigallia

Abbonamenti tarocchi per vedere la pay tv, violato il diritto d’autore: puniti pirati dello streaming ma non tutti

Sotto accusa un venditore abusivo e 14 clienti a cui avrebbe fornito codici e app per vedere film e sport tutto l’anno con spese irrisorie

SENIGALLIA - Bastava ricevere un codice, abusivo, per vedere da casa o da cellulare la televisione a pagamento. Il tutto pagando solo 150 euro all’anno. A creare il giro delle pay-tv taroccate sarebbe stato un 61enne pesarese che vendeva abbonamenti a Sky, Mediaset, Dazn e Netflix ai danni dei network perché il denaro lo avrebbe incassato lui. Migliaia di euro guadagnati tra gennaio 2020 e maggio 2021, per una buona parte della pandemia che costrinse la popolazione a rimanere in casa. Al pesarese si sarebbero rivolti in 14, tutti clienti per lo più del senigalliese, che avrebbero voluto fare un affare. Sono finiti tutti a processo, compreso il venditore, davanti alla giudice Paola Moscaroli per la violazione della legge sul diritto d'autore. Il 61enne è accusato di aver venduto abbonamenti che consentivano la visione di contenuti multimediali sia in modalità streaming che on demand, in violazione dei diritti di riproduzione dei principali network televisivi, immettendo gli abbonamenti in rete telematiche. 

La clientela è accusata della stessa violazione perché avrebbe usufruito della visione abusiva di contenuti multimediali a pagamento delle piattaforme dei maggiori network televisivi attraverso la diffusione del servizio criptato, ricevuto per mezzo di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni ad accesso condizionato forniti in modalità abusive. Il giochetto è stato scoperto dalla guardia di finanza. Al tribunale di Ancona il processo di primo grado si è concluso, ma non tutti gli imputati sono stati ritenuti colpevoli. In sette hanno scelto l’abbreviato. Per 5 che hanno risarcito il danno, la giudice giovedì ha pronunciato sentenza di assoluzione per la tenuità dei fatti. Per due invece condanne a 4 mesi ciascuno, non hanno risarcito il danno. Le altre posizioni si sono definite in precedenza, un imputato andato a giudizio con il rito ordinario è stato assolto mercoledì. Il 61enne pesarese ha patteggiato a 6 mesi. Gli altri sei hanno patteggiato tutti a 4 mesi. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Corrado Canafoglia, Mauro Diamantini, Nicoletta Pelinga e Marco Pacchiarotti.

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