La Turandot “originale”: maestosa, potente e senza happy end

Applausi a non finire alla prima del Pergolesi ma qualcuno storce il naso perché manca il finale postumo. Eppure lo si era detto. Domenica 1, la replica

Turandot © Foto Binci - Fondazione Pergolesi Spontini

«L’hanno tagliata di 20 minuti», lamenta all’uscita dal teatro Pergolesi  uno degli spettatori della Turandot. Non sa d’aver appena assistito all’opera originale, fino a dove Giacomo Puccini, causa decesso, si fermò. Protesta all’italiana. Per la quale non servirebbero nemmeno annunci a inizio spettacolo. Come quando avvertono di non fare foto al museo. Come quando ti pregano di spegnere il cellulare al cinema. Flash e trilli arrivano comunque. Così come i mugugni per il mancato happy end di Turandot ieri sera alla prima jesina, ultima tappa di un tour tutto marchigiano dopo il Teatro dell’Aquila a Fermo, il Teatro della Fortuna di Fano e il Ventidio Basso ad Ascoli Piceno. Mugugni ingiustificati. La scelta del regista Pier Luigi Pizzi (suoi anche costumi, luci e scene), mandare, cioè, in scena la versione originale come al debutto il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala di Milano sotto la direzione di Arturo Toscanini, era nota e ampiamente pubblicizzata. Mancavano solo – come detto – cartelli all’ingresso e messaggi audio prima del sipario. E forse non sarebbero bastati. Chiusa questa, purtroppo, ahinoi, necessaria parentesi in premessa, è bene sottolineare una rappresentazione potente, una scena maestosa in rosso e oro, pensata per lo Sferisterio e ora adattata agli spazi più stretti dei teatri. Turandot mancava da 20 anni a Jesi e l’attesa è stata ripagata, come attestato dall’applausometro, dall’ottima prova del soprano Maria Laura Iacobellis (un’emozionante Liù).

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Bravo anche per il tenore Francesco Pio Galasso (Calaf) atteso al varco dell’aria più nota tra le arie note, quel Nessun dorma che pure i sassi conoscono. E applausi a tutti per uno spettacolo promosso a pieni voti: il soprano Tiziana Caruso (Turandot), i marchigiani Andrea Concetti (Timur) e Cesare Catani (l’imperatore Altoum), Paolo Ingrasciotta, Ugo Tarquini e Vassily Solodkyy (i tre ministri imperiali Ping, Pang e Pong) e gli altri del cast: Egidio Egidi (il principe di Persia) ed Erika Rombaldoni (la tentazione). Domani, domenica 1 dicembre alle 16, si replica sempre con l’orchestra Filarmonica Marchigiana, diretta da Pietro Rizzo, il coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno diretto da Giovanni Farina e i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata, guidati da Gian Luca Paolucci. Il cartellone lirico del Teatro Pergolesi proseguirà poi venerdì 20 dicembre ore 20.30, domenica 22 ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre ore 16, con l’opera “Carmen” di Georges Bizet, diretta da Beatrice Venezi con la regia di Paul-Émile Fourny.

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