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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca

C’è la partita, scommettono 50 euro sul risultato e la serata finisce nel sangue

Accoltellamento tra due amici. Sono a processo per lesioni. Uno aveva strappato di mano la banconota all’altro

ANCONA - Un duello, a colpi di coltello, consumato in strada. Tutto per una scommessa su una partita di calcio. Era il 2 agosto del 2019 quando in via Flaminia la serata era finita nel sangue. Due tunisini, uno di 28 anni, l’altro di 31, si erano affrontati a colpi di coltello trovato poi nella tasca di pantaloni del più giovane, dai carabinieri del radiomobile, ancora sporco di sangue. Il 31enne era corso poi in casa, nelle vicinanze, e i carabinieri lo avevano trovato nel letto della sua camera da letto, insanguinato e ferito. L’altro era ancora a terra in strada. Erano le 22 passate. Finiti entrambi in ospedale avevano riportato una prognosi di 20 e 30 giorni. Adesso sono a processo per lesioni personali aggravate e detenzione di arma atta ad offendere (solo il 28enne perché il coltello trovato nella sua tasca aveva una lama di 8 centimetri). Ieri è stata in parte ricostruita quella serata con le testimonianze di alcuni testi chiamati in tribunale, davanti alla giudice Paola Moscaroli: un maresciallo dei carabinieri, che si era occupato dell’informativa di reato, intervenendo sul posto dopo i fatti, e un amico dei due imputati che era con loro nelle fasi precedenti ai fatti.

Il maresciallo ha riferito di aver trovato in strada solo il più giovane e che l’altro invece era in casa sdraiato sul letto. L’amico dei due imputati, difesi dagli avvocati Elena Martini (il 31enne) e Andrea Battilà (il 28enne), ha raccontato che era stato con loro poco prima, in piazza d’Armi. «Avevo fatto una scommessa con il 31enne – ha riferito il testimone – 50 euro per il risultato di una partita di calcio. Abbiamo tirato fuori tutti e due la banconota quando il 28enne l’ha strappata dalla mani dell’altro. Non gliela voleva ridare, lui gli ha dato un pugno e poi io l’ho aiutato a riprendersela». Il testimone non ha assistito al dopo ma il più giovane avrebbe raggiunto sotto casa il connazionale per vendicarsi probabilmente del pugno preso. Prossima udienza il 15 giugno per sentire l’ultimo testimone e procedere con l’esame degli imputati e sentenza.

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