Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Tumori alla pelle, i dati dell’indagine: «Le Marche sono una regione ad alto rischio»

Quasi il 20% delle persone a rischio melanoma senza saperlo: è quanto emerge dai dati dello screening gratuito nei 30 anni dalla scomparsa del pallavolista Badiali

da sinistra: Diego Cardinali del Gas, la dottoressa Offidani e il sindaco Brandoni

Su oltre 1200 pazienti visitati, ben 237 sono stati richiamati dalla clinica dermatologica dell’ospedale di Torrette per test e visite più accurate perché in essi sono stati riscontrati nei sospetti. Nessuno di loro immaginava di essere a rischio potenziale di melanoma, il terribile tumore alla anni fa ha causato la morte di Gianfranco Badiali, pilastro del Falconara Volley e della Nazionale Italiana. Proprio in suo nome il mese scorso si è tenuta a Falconara una settimana dedicata a visite dermatologiche gratuite sulla popolazione. L’iniziativa, organizzata dal Gruppo Amici per lo Sport in collaborazione con il Comune, alcune società sportive e altre associazioni, ha coinvolto 34 dermatologi diretti da Annamaria Offidani, primario del reparto di Dermatologia di Torrette e ha prodotto dati molto interessanti. Detto dei 237 casi sospetti (quasi il 20%), è emerso anche che tra i pazienti il 6,6% del campione ha un congiunto che si è ammalato in passato mentre il 2,1% ha avuto a sua volta a che fare con neo da asportare. «Le Marche sono una regione a rischio - ha ammonito la Offidani - anche se si tende a ritenere il melanoma un tumore raro. Non è così. Mentre la media italiana segna un’incidenza che varia tra gli 11 e i 20 nuovi casi l’anno ogni 100mila abitanti, la nostra regione viaggia a 25/30 casi ogni 100mila abitanti. Siamo ai livelli del Nord America. Nelle Marche si contano 800 nuovi casi ogni anno. Nel 2010 a Torrette ne abbiamo seguiti 40, lo scorso anno 120». Un’iniziativa riuscita. A Falconara si sono visitate persone provenienti da diverse località: il 67% da Falconara, il 13% da Ancona, l’8,9% dai confinanti comuni di Chiaravalle, Camerata e Montemarciano ma anche da Senigallia. Da fuori provincia, da Macerata e da Pesaro, il 2,9%. 

E di tutte le età. Dal più piccolo di appena 4 anni ad un 90enne. La fascia di età più presente in fila per le visite è stata quella tra i 40 e i 60 anni (35%), seguita da 20enni e 30enni (21%). Tanti anche gli under 20: l’11,7%. «Quest’ultimo target - ha aggiunto la Offidani - è proprio quello che cerchiamo per parlare di prevenzione e mi ha stupita che tanti giovani si siano avvicinati allo screening. Segno che per fortuna nelle nuove generazioni è cresciuta la sensibilità verso i temi della salute». Plaude il sindaco Brandoni. «L’amministrazione comunale ha fatto poco rispetto al lavoro svolto da gas e del contributo dei camici bianchi - ha detto - tutti noi dobbiamo pensare di aver contribuito alla salute dei cittadini e magari essere riusciti a salvare qualche vita. Che non sono mai abbastanza ma lo dobbiamo sentire questo orgoglio». Calcolato anche l’impatto o economico dell’evento: un valore di quasi 85mila euro se consideriamo in 70 euro (in parte ticket e in parte a carico del Sistema Sanitario Nazionale) il costo medio di una visita. «Senza la collaborazione di tutti l’evento non si sarebbe potuto concludere con questo successo - ha concluso Diego Cardinali, vicepresidente del Gas - Noi l’abbiamo voluto perché legati alla figura di Badiali ma senza l’aiuto dell’amministrazione e dei sanitari non si sarebbe potuto fare. Forse questo è l’esempio di come una gestione mista, coinvolgendo i privati, il volontariato, possa essere la strada giusto per meccanismi virtuosi in settori che spesso fanno capo solo al pubblico».

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