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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Fabriano

Finti tecnici truffano tabaccaia: «Simuli delle ricariche, c’è un guasto nel sistema». In 5 condannati

La negoziante era stata contattata al telefono. È stata indotta a digitare importi che credeva codici. Prosciugato il conto di 11mila euro

FABRIANO - «Al telefono la voce femminile che mi aveva chiamata sembrava una persona professionale, mi disse che era una addetta degli uffici amministrativi della Lottomatica e se non seguivo subito dei passaggi mi avrebbero tolto il servizio. Dovevo digitare dei codici, non pensavo che erano invece importi in denaro». È la testimonianza resa ieri mattina da una tabaccaia truffata di 11mila euro. La negoziante è stata sentita in tribunale, davanti al giudice Pietro Renna, nel processo per truffa in concorso a carico di 5 persone, due donne e tre uomini tra i 24 e i 48 anni, difeso dagli avvocati Giuseppe Cutrona e Gennaro Belvini. Il 22 settembre del 2022 la tabaccaia aveva ricevuto una telefonata di un presunto tecnico che le aveva spiegato che il sistema usato per fare le ricariche, di carte telefoniche, postepay e per pagare anche le multe, aveva dato dei problemi e che quindi erano in procinto di cambiarlo e pertanto occorreva fare delle prove per vedere se il sistema funzionasse o meno. «Sono solo simulazioni signora, non si preoccupi, non ci saranno addebiti», l'aveva rassicurata. Poi era stata a sentire i passaggi da fare che una donna, al telefono, le diceva di eseguire. In pochi minuti, con una decina di inserimenti di cifre che credeva codici si è vista prosciugare il conto di 11mila euro. 

«Ho capito che era una truffa - ha detto la tabaccaia in aula - quando il sistema ad un certo punto si è bloccato perché inserendo i codici che mi dava la donna non mi faceva proseguire. Avevo esaurito il conto disponibile. Lì ho intuito che quelli erano soldi che autorizzavo a versare non codici ma ormai era tardi». Denunciati i fatti ai carabinieri era stata avviata una indagine che ha portato a rintracciare un gruppetto di campani, tutti di Napoli e Caserta. I corrispettivi delle simulazioni delle ricariche sarebbero finite nelle loro carte postepay. Accuse respinte dagli imputati. Una dei 5 aveva perso all’epoca la propria carta ritrovandosi degli importi che non avrebbe mai usato ha sostenuto ieri la difesa dell’avvocato Cutrona, pronta a restituire anche la cifra. Il giudice ha condannato tutti a sei mesi di reclusione.

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