Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Allestiscono un "finto" cantiere per ingannare ignari fornitori: in cinque nei guai

Secondo gli inquirenti, avrebbero preparato un raggiro degno dei migliori film di Totò, allestendo un cantiere abbandonato di Camerata Picena come fosse nel pieno della sua attività di costruzione

Il capo della Squadra Mobile Giorgio Di Munno

Truffa aggravata e continuata. E’ questa l’accusa mossa per cinque anconetani finiti in manette ieri. Secondo gli inquirenti, avrebbero pensato di mettere in atto un raggiro degno dei migliori film di Totò. Si sarebbero organizzati per andare su un cantiere abbandonato di Camerata Picena, lo hanno rimesso a nuovo come fosse nel pieno della sua attività di costruzione e poi ne avrebbero fatto il teatro dove poter inscenare il raggiro. Hanno contattato 3 aziende locali per comprare di tutto: mattonelle, cemento, attrezzi. Hanno dato ai loro responsabili commerciali appuntamenti per 3 orari diversi e hanno preparato degli assegni falsi. Ieri mattina è arrivato il primo camion con il materiale. I presunti truffatori hanno pagato con una caparra di 5mila euro e hanno subito ricaricato il materiale su un altro camion, guidato da due della banda, per far sparire il corpo del reato. Quando l’azienda vittima si sarebbe accorta del raggiro, secondo il piano, loro sarebbero già spariti, lasciando il cantiere come prima, nel precedente stato di abbandono. 

Ma sulle tracce dei cinque malfattori, c’erano i poliziotti della squadra mobile di Ancona, guidata dal capo Giorgio Di Munno. Dopo essersi appostati attorno al cantiere, gli agenti hanno seguito le mosse degli improvvisati operai. Mentre la vittima se ne andava con un finto assegno di 5mila euro, due della banda avevano già caricato il materiale su un loro furgone, pronto per far sparire tutto in vista dell’arrivo della seconda vittima. E’ a quel punto che è scattato il blitz della mobile. 

IN TRIBUNALE. Sabato mattina il giudice Francesca Grassi non ha convalidato gli arresti degli anconetani, difesi dagli avvocati Giacomo Curzi, Tommaso Rossi e Antonella Andreoli. Il giudice ha deciso di non convalidare gli arresti perchè, nonostante gravi indizi di colpevolezza, non ci sarebbe stata la flagranza di reato. Ora gli atti di indagine tornano sul tavolo del pm Marco Pucilli.

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