Villa da favola e milioni con la truffa dei diamanti, nonnina denunciata per riciclaggio

L'indagine è stata condotta dalla Guardia di finanza

Foto di repertorio

Riciclava milioni di euro provenienti dal commercio di diamanti, attività per la quale il compagno è stato indagato per truffa ai danni anche di vip. La denuncia è scattata per una 70enne di Loreto che, secondo le indagini della guardia di finanza di Osimo, riciclava i soldi delle presunte truffe per un valore complessivo di 10,5 milioni di euro. Nell’operazione “Cento cartai” i militari hanno ricostruito che i soldi venivano fati rientrare in Italia dopo essere passati per un conto corrente aperto a Londra. Da qui i capitali venivano poi trasferiti negli Stati Uniti per poi essere distribuiti ancora in banche lussemburghesi, su conti intestati alla stessa 70enne. Una parte dei soldi, dicono gli investigatori, sono stati impiegati per l’acquisto di una proprietà immobiliare, costituita da una lussuosa villa con piscina a Porto Recanati del valore di circa 2,5 milioni di euro, mentre altri 7 milioni sono stati utilizzati dal compagno per regolarizzare, attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, la propria posizione fiscale. Ai finanzieri, la 70enne e il marito hanno giustificato i proventi con l’attività lavorativa svolta dall’uomo all’estero, ma quei fondi erano praticamente sconosciuti al fisco italiano e quindi privi di tassazione. Il Gip di Ancona ha emesso un decreto di sequestro finalizzato alla confisca di 2,5 milioni di euro confermato sia dal Riesame che dalla Cassazione. Misura che ha permesso il blocco delle somme depositate sui conti correnti della donna e a cautelare la prestigiosa villa. 

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Già lo scorso anno l’Autorità giudiziaria di Milano, titolare delle indagini per le truffe, aveva disposto provvedimenti di sequestro patrimoniali finalizzati alla confisca dei beni nei confronti di numerose società e persone fisiche, tra cui la coppia marchigiana. I militari della Tenenza di Osimo hanno poi approfondito la posizione dei due. Per le accuse, il riciclaggio si inserisce nella vendita di diamanti ai risparmiatori (tra cui persone note). Oggetti, per gli investigatori, spacciati come “beni rifugio” che conservavano cioè una quotazione stabile sul mercato anche in periodi turbolenti e che sarebbero stati sopravvalutati rispetto al loro reale valore. 
 

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